Quando una donna prende la parola nello spazio pubblico, troppo spesso diventa un bersaglio. Insulti, minacce, commenti sessisti e campagne di delegittimazione sui social non sono semplici manifestazioni di dissenso: possono trasformarsi in strumenti di intimidazione, capaci di condizionare la libertà di espressione e scoraggiare la partecipazione delle donne alla vita politica e pubblica.
È da questa consapevolezza che nasce “La parola aggredita. Donne, politica e violenza sui social”, l'iniziativa promossa dalle Donne Democratiche del Lodigiano in programma sabato 7 novembre, alle 10.00, nella Sala dei Comuni della Provincia di Lodi, in via Fanfulla.
L'incontro si inserisce nel mese dedicato al contrasto della violenza contro le donne e intende portare l'attenzione su una forma di violenza ancora troppo spesso sottovalutata: quella che si manifesta negli ambienti digitali e che colpisce in modo particolare le donne che si espongono, intervengono nel dibattito pubblico o ricoprono ruoli politici e istituzionali.
A confrontarsi saranno quattro ospiti con competenze ed esperienze diverse:
Roberta Vallacchi, Consigliera regionale della Lombardia, porterà la propria esperienza sul tema “Il caso: quando la parola pubblica diventa bersaglio”; Debora Nozza, Università Bocconi, approfondirà “La misoginia online: come funziona e come si riconosce”; Ilaria Rossetti, scrittrice e docente di scrittura e narrazione, parlerà de “Il potere delle parole: linguaggio, narrazioni e rappresentazioni delle donne” e Nannerel Fiano, Università degli Studi di Milano, affronterà il tema “Odio online, libertà di espressione e diritto alla partecipazione”.
A moderare l'incontro sarà Valeria Menichini, giornalista e coordinatrice delle Donne Democratiche del Lodigiano.
La questione non riguarda soltanto chi subisce direttamente gli attacchi. Quando una donna viene intimidita o delegittimata per le proprie idee, il rischio è che la paura diventi un ostacolo alla partecipazione di tutte. È in gioco, quindi, la qualità stessa della democrazia: il pluralismo, la libertà di espressione e il diritto di ogni persona a contribuire alla vita pubblica.
«Nessuna donna deve rinunciare alla propria voce per paura degli attacchi» è il messaggio che le Donne Democratiche vogliono portare al centro del confronto. Perché contrastare la violenza significa anche creare le condizioni affinché le donne possano parlare, dissentire, assumere responsabilità e partecipare alla politica senza dover pagare un prezzo per la propria esposizione pubblica.
L'iniziativa ha ottenuto il patrocinio della Provincia di Lodi e del Comune di Lodi e si rivolge a tutta la cittadinanza, alle associazioni, alle realtà del territorio e a chiunque abbia a cuore la qualità della partecipazione democratica.
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