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AMBULATORIO DEL SONNO A PIENO REGIME

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Mercoledì 08 Aprile 2026

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Il russamento è, spesso, il primo campanello d’allarme della sindrome dell’apnea ostruttiva del sonno, una condizione caratterizzata da un restringimento delle vie respiratorie durante il sonno.

In ASST, presso l’Ospedale di Sant’Angelo, è attivo l’Ambulatorio per i disturbi respiratori sonno correlati che tratta essenzialmente questa patologia, a cui afferiscono pazienti anche da fuori provincia.

Responsabile medico è la pneumologa Rossella Cavalli, con alle spalle anche un master di secondo livello, all’Università di Bologna, in Medicina del Sonno. La specialista dirige la Riabilitazione Respiratoria Territoriale, parte integrante della struttura complessa di Riabilitazione Specialistica e Generale Geriatrica, di cui è primaria Silvia Mandrini.

Con Rossella Cavalli, presso il servizio ambulatoriale, operano anche 4 fisioterapisti respiratori, professionisti sanitari specializzati nella valutazione e nel trattamento delle disfunzioni e dei disturbi respiratori.

“Deve ancora maturare appieno la consapevolezza intorno alla patologia e agli eventuali eventi avversi”, spiega la pneumologa che ne ricorda l’incidenza: “tra gli uomini, in una fascia d’età compresa tra i 35 e i 70 anni, dal 16% al 45%; tra le donne, dopo la menopausa, dal 6% al 24%. Il fatto è che – aggiunge la Cavalli - una grande percentuale di casi rimane non diagnosticata”.

Le complicanze delle apnee ostruttive del sonno possono interessare il sistema cardiovascolare e cerebrovascolare, con conseguenze come l’ipertensione arteriosa, la fibrillazione atriale, l’ictus, lo scompenso cardiaco.

Sono 800 i pazienti presi in carico dall’Ambulatorio, con un centinaio di nuove impostazioni terapeutiche ogni anno.

L’esame strumentale che accerta la patologia è la poligrafia (in ASST la si referta dal 2011). Il test è semplice e non invasivo: con un dispositivo dedicato, registra il sonno durante il riposo notturno, durante il quale si riscontrano una serie di parametri tra cui la regolarità della respirazione e l’ossigenazione.

“Noi spesso completiamo l’esame poligrafico con un diario del sonno del paziente – racconta Rossella Cavalli - che ci consente di rilevare un quadro meritevole o meno del trattamento.”.

La risposta terapeutica dell’apnea ostruttiva, quella gold standard è l’utilizzo della CPAP, un dispositivo medico (una maschera) che eroga un flusso d’aria continuo, mantenendo aperte le vie respiratorie durante il sonno, eliminando russamento e apnee. Il suo utilizzo migliora la qualità del riposo, riducendo sonnolenza diurna (con il rischio di incidente e infortunio) e stanchezza.

Recentemente in Ambulatorio, a Sant’Angelo, è stato adottato un modello organizzativo che ottimizza il flusso e la gestione dei pazienti, con un ruolo fondamentale e decisivo assegnato ai fisioterapisti della respirazione. I professionisti valutano i casi, condividono con il responsabile medico l’indicazione al trattamento, approntano il follow up del paziente, spesso monitorano, anche a distanza, l’aderenza e il giusto uso degli ausili terapeutici.

Questo modello ha consentito sino ad oggi di aumentare il numero dei pazienti da prendere in carico e incrementare l’offerta dell’ambulatorio.

Tra gli obiettivo del team medico-fisioterapico c’è un confronto più ravvicinato con i medici di medicina generale. C’è piena disponibilità degli operatori dell’Ospedale al teleconsulto per verificare insieme l’appropriatezza dell’accesso al servizio.

(Nella foto, da sinistra: Paola M. Seminari, Eleonora Sbarufati, Rossella Cavalli, Mauro Magarelli, Roberta De Carli)

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