Demostene Marifoglou è il nuovo responsabile medico del DAMA (Disable Advanced Medical Assistance), il servizio messo in campo, nell’aprile dello scorso anno, dall’ASST di Lodi per la presa in carico dei pazienti che soffrono di disabilità gravi e complesse e che hanno necessità di essere sostenuti e accompagnati nell’accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche.
Il dottor Marifoglou è anestesista e rianimatore, ma da diversi anni è impegnato nell’ambito della terapia del dolore (ha lavorato, fra l’altro, per un anno, dall’estate del 2020 all’aprile del 2021 in questa area clinica a fianco di Gianluca Russo, primario anestesista al Maggiore, anch’egli terapista del dolore).
Di origine greca, si è laureato e specializzato all’Università di Bologna ed è cresciuto professionalmente nel piacentino: prima presso il presidio di Castel San Giovanni e poi all’Ospedale di Piacenza. In precedenza ha lavorato anche al Sant’Orsola di Bologna.
Demostene Marifoglou ricorda chi sono gli utenti del DAMA: Rragazze e ragazzi, donne e uomini con disturbi del neuro sviluppo (ad esempio dello spettro autistico), con difficoltà cognitiva, comunicativa, neuromotoria e psichica. Persone che hanno necessità di particolare assistenza e che trovano nell’ordinaria organizzazione ospedaliera della sua offerta ostacoli e scogli non facili da superare”.
Il servizio, che afferisce alla struttura complessa di Disabilità e Integrazione Sociale, diretta da Umberto Daccò, è attivo e a pieno regime per tutto il territorio provinciale.
Vale la pena ricordare che sono oltre 19.000 le persone residenti nel Lodigiano che hanno problemi di disabilità: 1 su dieci. È un numero significativo che, tuttavia, comprende diverse tipologie di fragilità, da quelle leggere a quelle più serie. In verità, il target ovvero il bacino di potenziale utenza del DAMA di Lodi comprende 2.000 soggetti circa.
“L’obiettivo che abbiamo – spiega Marifoglou - è creare meno disagio possibile ai pazienti e ai loro accompagnatori (familiari e caregiver) per prestazioni semplici come un prelievo ma anche complesse (ad esempio, interventi odontoiatrici, il posizionamento di una peg oppure una colonscopia in sedazione).
Il servizio, nato anche grazie al lavoro di Roberta Giacchero (direttrice del Dipartimento della Donna e Materno Infantile e della struttura di Pediatria) e di Francesca Beccaria (primaria della Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza), continua ad avere “rapporti straordinari - come rileva Guido Grignaffini, Direttore Generale dell’ASST - con gli enti gestori delle RSD (le residenze sanitarie e assistenziali per disabili) e delle comunità come la Fondazione Danelli, le Cooperative Amicizia e il Mosaico con le quali abbiamo operato sin dall’avvio del progetto. Oggi, oltre agli utenti ospiti presso le loro sedi, sono anche le famiglie che ci interpellano direttamente per la presa in carico dei loro cari”.
“A volte sono pazienti difficili – spiega il responsabile medico del servizio –. Ci vuole grande perizia e sensibilità da parte degli operatori e l’empatia giusta per instaurare con loro un legame di fiducia. Il DAMA diventa così un’area di certezza, di sicurezza che facilita il trattamento terapeutico e diagnostico”.
Oltre al dottor Marifoglou, sono impegnati nel servizio anche Sabrina Iacchetti, infermiera molto preparata e specializzata in questa area di attività e Maria Teresa Vanni, tecnica di neurofisiopatologia.
Dall’avvio dell’attività ad oggi si contano quasi 200 pazienti presi in carico. L’età prevalente è quella pediatrica, in particolare con patologia autistica, anche se il DAMA di Lodi copre la domanda di salute anche di adulti, sino a 65 anni: “Pochi servizi analoghi, in altre realtà sanitarie, si occupano di una fascia anagrafica così ampia”, rileva Umberto Daccò che richiama anche lo spazio dedicato in PS a Lodi.
Allestito con un sistema multisensoriale (grazie al contributo Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi) per mettere a proprio agio e tranquillizzare il paziente disabile, in particolare quello con profilo neuro divergente. Uno spazio protetto e contenitivo che avvolge l’utente e che l’accoglie in modo rassicurante.
Nelle ultime settimane si sta operando per individuare nuovi spazi per il DAMA, (oggi ospitato al primo piano dell’Ospedale Maggiore, vicino al Punto Prelievi) più rispondente ad una incrementata domanda di salute.
(Nella foto, Demostene Marifoglou il primo a sinistra)
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