Nel 2025 la sicurezza cibernetica ha registrato una crescente complessità, con attacchi sofisticati, ransomware, frodi online e reati contro la persona che hanno inciso sulla vita dei cittadini e sui servizi essenziali.
Sono stati trattati, nei settori della tutela della persona e in particolare dei minori online, tutela del patrimonio di privati, imprese e istituzioni dalla criminalità finanziaria in rete, contrasto al cyberterrorismo e protezione delle infrastrutture critiche informatizzate, 51.560 casi, con 293 arresti, 7.590 persone denunciate e 2.157 perquisizioni.
Nel 2025 i procedimenti per pedopornografia e adescamento sono stati 2.574, con 222 arresti. Il monitoraggio dei contenuti Csam (Child sexual abuse material) ha riguardato oltre 16.500 siti, con 2.876 inserimenti in black list, privilegiando indagini su aree oscure della rete e piattaforme criptate.
La sezione operativa, impegnata nella tutela della persona dai reati commessi online, ha svolto un’azione che si è tradotta in 1.298 persone indagate e 245 perquisizioni.
Nel corso del 2025 sono state attivate 477 procedure di codice rosso, in prevalenza per casi di stalking e revenge porn.
Sono state registrate complessivamente 9.250 casistiche di attacchi informatici, a testimonianza dell’elevata pressione cibernetica sul Paese.
Oltre 49.000 gli alert diramati dal Centro per prevenire e contrastare attacchi ai sistemi informatizzati di interesse nazionale.
Il cybercrime economico finanziario resta centrale, con 27.085 casi trattati e 4.489 persone indagate.
Complessivamente, le attività di prevenzione hanno coinvolto 4.309 scuole, 324.702 studenti, 25.838 docenti, 17.085 genitori e altri 48.835 partecipanti in incontri scolastici, seminari e convegni dedicati alla cultura della sicurezza online.
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