“Non vediamo l’ora che Maria rientri e ritorni con noi. In questi giorni ci è mancata molto: ci è mancata la sua qualità professionale e la sua umanità. La brutta storia in cui è stata coinvolta, ci ha colpito tutti. Ora la vogliamo tutti riabbracciare. Presto, qui in Laboratorio”.
Maria è Maria Oggionni, la biologa genetista accoltellata qualche giorno fa da un uomo, fino ad oggi, sconosciuto, dimessa dall’ospedale di Brescia, lunedì pomeriggio. A parlare sono i suoi colleghi del Laboratorio di Biologia Molecolare e Genetica Medica dell’Ospedale Maggiore.
La struttura è stata avviata come struttura semplice afferente all’Anatomia Patologica - direttrice Elisabetta Berti - nel gennaio dello scorso anno. Da lì si è articolato il progetto di sviluppo della diagnostica molecolare somatica, l’analisi del DNA e dell’RNA delle cellule tumorali che consente di individuare le alterazioni genetiche specifiche responsabili della crescita del tumore. L’oncologo così può prescrivere un percorso terapeutico che interessa esclusivamente le cellule malate risparmiando i tessuti sani. Si tratta della medicina di precisione.
“Ho sempre ritenuto la biologia molecolare il braccio più avanzato dell’Anatomia Patologica”, dice Elisabetta Berti che è anche direttrice del Dipartimento dei Servizi dell’ASST. “Sin dal mio arrivo a Lodi, nel 2022, ho cercato di operare perché essa, fino ad allora nostro anello mancante, prendesse corpo e forma strutturale”.
“Da gennaio al luglio dello scorso anno – racconta Alberto De Giuli, biologo genetista e responsabile del Laboratorio – abbiamo fatto un lavoro immenso che ha portato all’accreditamento della struttura che può contare oltre al mio contribuito e a quello di Maria Oggionni anche all’apporto del medico genetista Francesco Marco Parodo, in ASST da poche settimane, trentenne professionista, proveniente dall’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Con loro lavorano anche due tecniche sanitarie di laboratorio biomedico: Maria Grazia Ricciardone e Carla Verdura”.
“Sempre dal luglio del 2025 abbiamo introdotto – spiega De Giuli - la metodica assolutamente innovativa denominata NGS, Next Generation Sequencing, tecnica di analisi del DNA e dell’RNA che ha rivoluzionato la genomica. Rispetto a quelle tradizionali, ci permette di analizzare più marker molecolari contemporaneamente. Ci consente, altresì, di migliorare notevolmente la qualità dell’indagine molecolare e di ridurre drasticamente i temi dell’analisi”. È stato acquisito, poi, parte integrante della dotazione tecnologica del Laboratorio, un sequenziatore all’avanguardia.
“Il progetto avviato, su cui la Direzione Strategica dell’ASST ha investito non poco, credendoci fino in fondo – sottolinea la Berti - , ci ha permesso di valorizzare le risorse e le competenze già in campo a Lodi che, forse fino a quel momento, non avevano avuto grandi opportunità di sviluppo”.
Qualche numero. Da luglio a dicembre dello scorso anno sono stati eseguiti 560 esami; nel primo trimestre di quest’anno, invece, sono già 205.
Nello stesso periodo del ’25 sono stati realizzati 141 test; 41, invece, nel primo trimestre del ’26.
Nel campo della diagnostica del papilloma virus che può rischiare di sviluppare il tumore della cervice uterina, nel 2025 sono state eseguite 788 test; da gennaio a marzo di quest’anno sono già 300.
(Nella foto: Berti seconda da sinistra, De Giuli al centro)
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