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CALDO ANOMALO: E' ALLARME ACQUA IN LOMBARDIA

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Mercoledì 15 Luglio 2026

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Dal riso al mais, dai pomodori all’uva fino al latte, le ondate di caldo eccezionale e la mancanza di precipitazioni diffuse stanno mettendo in difficoltà crescente gli agricoltori, con il rischio concreto di compromettere raccolti e produzioni.

È quanto emerge da un monitoraggio di Coldiretti Lombardia alla vigilia del nuovo tavolo regionale per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica, mentre si guarda con attenzione alle previsioni meteo che prevedono a breve passaggi temporaleschi.

Le coltivazioni in pieno campo sono sottoposte a forte stress a causa delle alte temperature prolungate, ma preoccupa anche il continuo assottigliarsi delle riserve idriche a disposizione, con i grandi laghi che attualmente presentano percentuali di riempimento che vanno dal 17,9% dell’Iseo al 18,9% del Maggiore fino al 22,4% di quello di Como. Il lago di Garda è l’unico che al momento presenta ancora una percentuale di riempimento superiore al 60%. Tutto questo mentre il livello idrometrico del fiume Po a Cremona è ben otto metri sotto lo zero.

Osservato speciale è il riso. In alcune aree della Lomellina, in provincia di Pavia, la carenza d'acqua sta già compromettendo le risaie, mentre nel Milanese la riduzione delle portate irrigue potrebbe riportare, in assenza di piogge, allo scenario del 2022, con gli agricoltori costretti a scegliere quali risaie salvare. Il caldo estremo sta colpendo anche il mais con gli agricoltori che, in previsione dell’ulteriore riduzione di acqua disponibile, sono pronti a trinciature anticipate sacrificando la produzione di granella. Preoccupazione anche per il pomodoro con le piantine più tardive che, senza nuove piogge, rischiano cali produttivi rilevanti.

Nel Mantovano è partita in anticipo la raccolta di barbabietola da zucchero e in alcune zone gli agricoltori si trovano già costretti a scegliere se irrigare il mais o i prati stabili, con molte aziende che hanno rinunciato a seminare i secondi raccolti.

Le prossime settimane saranno decisive anche nei vigneti. Al momento non è ancora scattato un allarme generalizzato, ma il caldo oltre i 35 gradi può provocare stress idrico e aumentare il rischio di scottature dei grappoli, mentre le notti troppo calde riducono la qualità aromatica delle uve. Le alte temperature, inoltre, stanno accelerando la maturazione delle uve e ciò potrebbe spingere gli agricoltori ad anticipare la vendemmia.

A soffrire per il caldo sono anche gli animali nelle stalle. Razioni alimentari più leggere non bastano a stimolare l’appetito di maiali e mucche che mangiano di meno e bevono di più. Una situazione che sul fronte del latte porta a una minore produzione di circa il 10 per cento, con punte che arrivano fino al 15/20 per cento in meno rispetto alla media. A tutto questo si aggiungono l'aumento dei costi per irrigazione ed energia.

L’allerta però non si arresta alla pianura. In quota si osservano con preoccupazione i pascoli, che stanno seccando sotto il sole, e le sorgenti di acqua che rischiano di prosciugarsi.

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