In Lombardia trovare un'abitazione a costi sostenibili significa sempre più spesso allontanarsi dal luogo di lavoro. Una scelta obbligata che, però, presenta un conto sempre più salato: il risparmio ottenuto sul canone di locazione viene infatti eroso dai costi della mobilità quotidiana, con ripercussioni che non riguardano soltanto le famiglie, ma anche il sistema produttivo, artigiano e non, e la capacità delle imprese di reperire lavoratori. È quanto emerge dall'elaborazione dei dati dell'indagine realizzata da CNA sul rapporto tra costo della casa, mobilità e mercato del lavoro, che fotografa una situazione particolarmente significativa in Lombardia.
Per CNA Lombardia questa dinamica rappresenta ormai una delle principali criticità per la competitività del territorio e per il mercato del lavoro regionale.
"La Lombardia rischia di trovarsi davanti a un paradosso: è il motore economico del Paese, ma il costo dell'abitare nelle aree dove si concentra il lavoro sta diventando un ostacolo alla crescita - spiega Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia -. Quando un lavoratore è costretto a vivere sempre più lontano dall'impresa perché non può permettersi una casa vicino al posto di lavoro, non pagano solo le famiglie. Pagano anche le aziende, che vedono aumentare le difficoltà nel reperire personale qualificato, crescere il turnover e diminuire l'attrattività dei territori. Il tema della casa non può più essere affrontato esclusivamente come una questione sociale: oggi è una leva fondamentale di politica industriale e di sviluppo economico."
L'impatto è ancora più pesante per le imprese artigiane e le piccole imprese che operano quotidianamente sul territorio. Installatori, elettricisti, termoidraulici, manutentori e serramentisti non devono soltanto raggiungere il posto di lavoro, ma trascorrono gran parte della giornata spostandosi tra clienti, cantieri e fornitori, sostenendo costi di mobilità che incidono direttamente sui margini aziendali e sulla competitività. Secondo l'indagine, un serramentista sostiene costi di mobilità che possono superare i 4.500 euro l'anno per veicolo, un elettricista arriva a circa 5.600 euro, mentre termoidraulici e manutentori possono raggiungere i 6.700 euro annui. La situazione più onerosa riguarda gli installatori di impianti, per i quali il costo della mobilità può sfiorare gli 8.000 euro l'anno per ogni mezzo operativo
"Non possiamo limitarci a osservare questa tendenza: occorre intervenire con una strategia condivisa tra istituzioni, Regione e amministrazioni locali - evidenzia Bozzini -. Servono più alloggi accessibili nelle aree a maggiore concentrazione produttiva, un trasporto pubblico realmente efficiente anche verso le zone industriali e artigianali, infrastrutture capaci di ridurre tempi e costi degli spostamenti e misure che accompagnino le imprese nella transizione verso una mobilità più sostenibile. Ridurre la distanza tra casa e lavoro significa migliorare la qualità della vita delle persone, aumentare la produttività delle imprese e rafforzare la competitività della Lombardia. Se non affrontiamo oggi questo nodo, domani rischiamo di compromettere la capacità della nostra regione di attrarre competenze, investimenti e nuove generazioni di lavoratori."
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