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CENTRALE A METANO IN PIENO CENTRO

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Lunedì 21 Marzo 2022

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"Ad una settimana dal primo allarme, i lavori che Linea Green (A2A) ha intrapreso dietro al Tribunale, “nascosti” all’interno del cantiere del parcheggio ex Macello a Lodi, ci accorgiamo che sono ben peggio di quel che temevamo. A2A infatti ci informa che la nuova centrale, da 20 MW di potenza, "andrà a sostituire le caldaie dell’impianto master di Lodi (Polo Universitario) esistente e non più performante”: quindi da caldaia per le punte o l’emergenza, attiva per qualche centinaio di ore all’anno, si è tramutata in impianto base funzionante tutti i giorni, anche a piena potenza per tutto il periodo di riscaldamento invernale da ottobre ad aprile (4 mila ore all’anno), inquinando quindi 10 volte di più".

Lo rileva Andrea Poggio del circolo Legambiente LodiVerde.

"Oggi è stato chiesto appuntamento al Sindaco di Lodi da parte di Legambiente e di una trentina di residenti, primi firmatari di una lettera aperta con sei interrogativi posti all’amministrazione - racconta Poggio -. Siamo sconcertati che le autorità non si siano ancora è presi la briga di informare gli abitanti e il Consiglio comunale di quel che A2A sta realizzando: il cartello di cantiere è all’interno di un’area preclusa, gli uffici comunali ci hanno informato che A2A ha presentato una dichiarazione di inizio attività (SCIA), sulla quale non era necessaria autorizzazione comunale".

"Dalle risposte della Sindaca e dei consiglieri Comunali - prosegue il rappresentante di LodiVerde - veniamo a scoprire che le autorizzazioni rilasciate dalla Commissione paesaggio e dalla Provincia (per le emissioni orarie) sono di anni fa, quando la centrale aveva altra funzione, le tecnologie e le conveniente energetiche diverse. Ora sono passati dieci anni, è cambiata la funzione dell’impianto e nessuno, a cominciare da sindaco e assessori, si pone problemi?"

"Nel corso degli ultimi anni l’Europa e l’Italia prevedono di ridurre progressivamente la dipendenza dal metano, da novembre assistiamo ad un incremento dei costi (sino a dieci volte nel mercato libero), dal 24 febbraio la guerra Russia-Ucraina ha imposto tempi celeri per uscire dal gas sia russo che di altra provenienza - osserva Poggio -. Per queste ragioni ribadiamo la richiesta di una sospensione immediata dei lavori e aggiungiamo la richiesta che si elabori immediatamente un nuovo progetto di impianto a pompa di calore geotermica al posto di una nuova caldaia a gas, come quelli che la società fa nella città di Milano per la rete di teleriscaldamento. L’inquinamento a Milano è simile a quello che si registra a Lodi: perché a Milano tecnologie a emissioni zero e a Lodi ancora costosi combustibili fossili inquinanti in pieno centro?" conclude il rappesentante di Legambiente.

 

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