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DISCORSO SULLA CITTÀ

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Martedì 15 Settembre 2020

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"Partiamo dalla città in cui viviamo, con una sua storia e che nel tempo ha permesso la costruzione di tante chiese per l’esigenza di elevare gli animi verso l’alto, al benessere dell’anima individuale e collettiva.

Nel tempo, al di la della fede cristiana o laica delle persone, guardiamo di più al materiale, il commercio. Questo può senzaltro essere al servizio delle persone e non va demonizzato, ma va programmato e condiviso con i cittadini, nell’ottica che ci avrebbe dovuto insegnare la Storia, quella della ‘polis’ e della ‘res publica’, per il bene di tutti senza distinzione di colore politico, di genere, di censo, di razza (siamo tutti cittadini del mondo).

Oggi, a Lodi, ci troviamo nella situazione in cui “i mercati battono le chiese 24 a 23 !!!”.

Ebbene sì costruiamo un ennesimo tempio del consumo (non in periferia ma in pieno centro) ma in che ottica e per quale tipo di società per coloro che verranno?
E veniamo alla “S” maiuscola e “lunga” … una buona catena di supermercati della quale mi servivo sempre quando vivevo a Milano ma, da medico, il pensiero va alla “S” di Salute e che questa sia più lunga possibile.

Partendo dalla affermazione che la Salute è un fatto sia individuale sia collettivo, inscindibili tra loro, mi domando dell’utilizzo di un’area enorme in pieno centro città da adibire a ‘centro commerciale’,  questo è il termine più adatto … Quanto sulla carta non da per nulla l’impressione del luogo dove il pensionato o chi rientra dal lavoro in treno va a fare una piccola spesa ed esce con un solo sacchetto ma un posto da raggiungere in auto e dal quale si esce carichi di roba. E pensiamo a che cosa ci sarà dietro, una logistica efficiente e ‘potente’ con camion (a trazione non elettrica) che vanno e vengono per caricare e scaricare in una zona con la viabilità da modificare radicalmente, l’inquinamento e una mobilità poco sostenibile per chi va in bicicletta o a piedi …

Si potrebbe ripensare ad un accesso più fruibile ai binari della stazione per bambini e carrozzine, giovani, adulti, anziani e disabili. E che dire del sedicente sottopasso pedonale sotto la ferrovia dove transitano biciclette a velocità, problema non affrontato dalla precedente giunta comunale …

Dovremmo, poi, pensare a che tipo di società vogliamo costruire anche all’interno di quell’area, l’ennesimo luogo - per di più in centro - dove le famiglie passeranno anche i fine settimana scaricando i figli in un’area giochi per mettersi a girare per vedere e comprare, senza socializzare, senza comunicare (poveri corso Roma e piazza Vittoria, sic !)

Ritorno alla mia formazione culturale e penso alla ‘agorà’ nella antica e civile Grecia, una piazza vivibile anche per incontri non di consumo ma di comunicazione, in’ottica di accessibilità, fruibilità e accoglienza dello spazio urbano; penso ad un centro di aggregazione giovanile, un luogo dove i ragazzi possono ascoltare musica dal vivo e non bere …, una zona per il volontariato e l’accoglienza di cui questa città ha bisogno, una struttura per l’avviamento al lavoro delle persone con disabilità, una bocciofila per gli appassionati dei giochi non virtuali, uno spazio per periodiche attività di agricoltori e allevatori (prodotti biologici, a filiera corta, gruppi di acquisto solidale) e perché no degli alberi.

Sarò uno con i piedi non per terra, ma ho in mente Edgar Allan Poe : “Chi sogna di giorno vede cose che chi sogna soltanto di notte non può immaginare”.

E poi, un’idea di Salute globale porta a riflettere su che cosa pensiamo della più che scontata chiusura di piccole attività commerciali già messe in ginocchio e devastate dalla ancora serpeggiante pandemia da Covid 19; su questo deve interrogarsi una Amministrazione Pubblica e con previsioni trasparenti e realistiche a tutela di tutta la cittadinanza.
Un mio amico sociologo scriveva tanti anni fa : “Lavorare insieme non è un metodo a un Valore”. Sediamoci quindi tutti attorno a un tavolo e parliamone da persone civili.
“Tutto andrà bene!” ma soltanto se ciascuno di noi : singoli, associazioni della società civile, del commercio e politici ci si mette in gioco con spirito volto al sociale e alla solidarietà".

Giuseppe Leocata (medicina del lavoro, Policlinico di Milano)

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