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EVADE DAGLI ARRESTI DOMICILIARI A BRESCIA

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Giovedì 13 Agosto 2026

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Gli agenti della “Squadra Volante” della Questura di Brescia hanno fermato un diciannovenne pluripregiudicato bresciano residente in città con a proprio carico numerosi precedent, già destinatario di una Ordinanza di Custodia Cautelare nonché della Misura di Prevenzione Personale del Divieto di Accesso alle Aree Urbane ed ai Locali Pubblici del Capoluogo (D.A.C.Ur.).

Nello specifico gli agenti, a seguito di una richiesta giunta alla Centrale Operativa della Questura, intervenivano in Via Livorno dove era stata segnalata una rissa in atto fra più persone; qui notavano immediatamente che un individuo, accortosi dell’arrivo della Polizia, assieme ad altri 2 soggetti si era velocemente dato alla fuga a bordo di un’auto.

Rintracciati e bloccati nelle adiacenze della stessa via, a richiesta dei Poliziotti il diciannovenne alla guida riferiva di essere sprovvisto di qualsivoglia documento identificativo, riferendo oralmente le proprie generalità e mostrando altresì, tramite lo smartphone, la fotografia della carta d’identità.

A seguito del controllo presso la Banca Dati del Ministero dell’Interno emergeva come ad un alias collegato ai dati forniti, con nome e anno di nascita differenti, pendessero a carico di costui svariate Condanne e precedenti penali e/o di Polizia per reati vari, fra cui anche la Misura Cautelare degli “ARRESTI DOMICILIARI”.

Il giovane, in evidente stato d’agitazione e nervosismo, riferiva più volte di come le generalità rilasciate fossero corrette e di come fosse il fratello, - residente presso lo stesso indirizzo – colui che si trovava in stato di Detenzione Domiciliare.

Tale atteggiamento innescava nei Poliziotti un concreto sospetto e, al fine di verificare la veridicità di quanto sostenuto dal giovane fermato, veniva inviata una seconda pattuglia presso l’indirizzo di residenza; dopo aver citofonato innumerevoli volte, essersi qualificati ed aver ulteriormente bussato inutilmente alla porta d’ingresso, veniva riscontrata l’assenza di qualsiasi persona all’interno dell’abitazione.

Pertanto, alla luce di quanto emerso, il diciannovenne pregiudicato veniva condotto presso gli Uffici della Questura, dove, durante la redazione degli atti di Polizia Giudiziaria - che consentivano di constatare le false generalità esposte agli agenti e quindi dell’inottemperanza alla Misura Cautelare – costui assumeva un atteggiamento non collaborativo e violento, nel tentativo di colpire gli agenti a calci e pugni.

Dopo essere stato messo in condizione di non nuocere, il malvivente veniva messo a disposizione dei magistrati per rispondere di resistenza a Pubblico Ufficiale, evasione e comunicazione di false generalità.

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