I finanzieri del Comando Provinciale di Trento - coadiuvati dai colleghi del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) e del Nucleo Speciale Repressione Frodi Tecnologiche e da numerosi Reparti del Corpo sul territorio nazionale, con il supporto dell’organo di cooperazione giudiziario europeo EUROJUST - hanno dato esecuzione a un decreto emesso dal G.I.P. di Trento, su richiesta della locale Procura Distrettuale della Repubblica, con cui è stato disposto l’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 5 persone ed il sequestro preventivo, anche per equivalente, di oltre 877.000 euro nei confronti di 2 indagati costituenti il profitto di una truffa, nonché effettuato numerose perquisizioni e acquisizioni documentali in Trentino Alto Adige, Lombardia e Veneto.
Le misure cautelari ed i sequestri, eseguiti nelle province di Cremona, Lecco, Mantova, Milano, Monza Brianza, Pavia, Trento, Treviso, Vicenza nonché anche all’estero (Belgio), sono stati emessi al termine di un’articolata e complessa attività d’indagine, avviata ad aprile del 2024 e condotta dal G.I.C.O. del Nucleo polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Trento.
L’attività d’indagine ha permesso di individuare un presunto schema fraudolento nel settore del finto mining di criptovalute denominato “Hashburst”.
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