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L’ALLUVIONE DEL 2002

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Giovedì 25 Novembre 2021

corpo

"Domani ricorre il 19°anniversario della disastrosa alluvione avvenuta a Lodi nel 2002.

Quest’anno non voglio fare la conta dei lavori fatti o ancora da realizzare a diciannove anni dall’evento, per la messa in sicurezza della città, anche se ho qualcosa da ribadire. Descriverò invece, come è cambiata la filosofia gestionale eventi/territorio/ambiente.

Una volta si chiamava Pioggia, da un pò di tempo, si chiama "Allerta Meteo".

Rada, copiosa, insistente o intermittente che sia, questo cambio di definizione sta a significare la mancata assunzione di responsabilità di chi è preposto alla gestione del quadro Geo_Idro_Morfologico in relazione agli assetti insediativi, ma si lava le mani ricorrendo alla burocrazia, perché sa che anche durante un ordinario evento metereologico stagionale cadranno alberi, cederanno sedi stradali, versanti in frana, crollo cornicioni, si allagheranno campi, garage e negozi, danneggiando cose, persone e attività.

Quindi sicuramente meglio risolvere il problema chiudendo le scuole, esordendo: "eh, ma noi avevamo avvisato".

Intanto è bene ricordare che anche quest'anno è stata data alle fiamme una bella fetta di patrimonio boschivo (Sardegna,Sicilia in primis), con tanta macchia secolare ridotta in cenere e colate detritiche predisponenti già visibili ad agosto, in attesa di mobilizzarsi alle prime intense piogge.

Con torrenti costretti dentro alvei di cemento, "spariti" in condotte sotterranee di cui ignoriamo l'esistenza, declassati e svincolati ogni giorno di più, ma che continuano a scorrere sotto i nostri edifici, e un consumo di suolo agghiacciante contro ogni previsione demografica e necessità, anzi ai confini della fattibilità e del buon senso, stiamo freschi a parlare di consapevolezza green e sostenibilità, con cui le imprese e la pubblica amministrazione si riempiono la bocca.

Come dire: "noi che siamo eletti, nominati e stipendiati per garantire la tutela del bene comune, lasciamo che continui a essere perpetrato qualunque sfregio paesaggistico pur conoscendone le ripercussioni irreversibili sulla salute e l'incolumità, ma nel frattempo appoggiamo tutte le iniziative possibili che ci facciano apparire in linea con le normative e i nuovi trend ambientali, e perdipiù vi facciamo notare che vivete a vostro rischio semplicemente spostandovi in auto, in bici o a piedi".

Certo, non parliamo per luoghi comuni né generici allarmismi: negli ultimi venti anni, atti alla mano, sono stati ricoperti di cemento svariati ettari di terreno fertile, soppressi polmoni verdi residui, deviati corsi d'acqua, traforate montagne, edificati migliaia di metri cubi di volumi andati a vuoto sul mercato.

La risorsa suolo, la meno rinnovabile, ha visto così una definitiva impermeabilizzazione che è sinonimo diretto di Rischio Idro_Geo_Morfologico.

Ma intanto "piantiamo alberi" mentre li abbattiamo, "abbracciamo il verde" mentre disboschiamo e ratifichiamo protocolli d'intesa che non spostano di una virgola il protrarsi di estrattivismo e consumo di risorse.

L'escalation di indignazione per il consumo di plastica dimostra certamente una presa di coscienza rilevante, ma la sua centralità nel dibattito rischia di catalizzare energie ed attenzioni solo su una delle tante conflittualità sulle quali intervenire, distogliendo lo sguardo da tutti gli aspetti subordinati alle piccole e grandi trasformazioni dello spazio visibile.

Comprendere, infatti, la centralità e la portata della speculazione sui suoli è un atto di consapevolezza verso la finitezza del territorio e sulle dinamiche finanziarie che vi sottendono, inclusi l'assenza di manutenzione, abbandono e degrado premeditati, riciclaggio di danaro, accumulazione di capitale immobiliare e credito fittizio, disparità nell'accesso alla casa che vede fronteggiarsi rendita fondiaria da un lato, mutui ipotecari e caro affitti dall'altro.

Eppure, malinconia a parte, é così bello quando piove: dopo un'estate secca, la falda si ricarica e gli ecosistemi ritornano alla vita.

Nessuno dovrebbe sentirsi in allerta per la fonte di vita "Sorella acqua", invece è ciò che succede sempre più spesso, purtroppo!"

Domenico Ossino - Presidente Comitato Alluvionati Lodi

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