Matteo Passamonti, da qualche mese primario di Radiologia, è stato uno degli artefici e dei promotori della senologia di Lodi, la cui attività è stata avvita oltre una decina di anni fa. Ad essa si è poi dedicato esclusivamente, diventandone responsabile.
“Oggi una donna a Lodi, a Sant’Angelo e a Codogno – spiega – trova un avamposto diagnostico di qualità assoluta nell’ambito del tumore alla mammella, ma anche un team di professionisti che la orienta e si fa carico, a 360 gradi, di lei e della sua condizione clinica”.
Prossimamente è previsto l’acquisto di due nuovi mammografi di ultimissima generazione destinati a sostituire le attuali apparecchiature. La nuova strumentazione renderà disponibile una tecnologia in grado di approfondire ulteriormente l’attività di imaging e di velocizzare i tempi dell’indagine diagnostica. Un mammografo è destinato al Maggiore mentre l’altro sarà installato a Sant’Angelo.
Attualmente nei presidi dedicati dell’ASST si effettuano circa 12 mila mammografie di screening (le donne interessate sono comprese fra i 45 e i 75 anni, fascia d’età in cui c’è maggiore prevalenza di casi di tumore). “Ciò nondimeno – spiega Laura Rossi, radiologa senologa – è raccomandabile che anche le donne under 40 si sottopongano a test diagnostici mammari, almeno ogni uno e due anni, soprattutto in caso di familiarità della patologia”.
“Lo screening mammografico salva la vita – ricorda Passamonti -. Ci sono studi che hanno dimostrato che partecipare allo screening mammografico riduce del 40% la possibilità di morire per un tumore alla mammella”.
È dagli anni ’90 che si osserva una tendenza alla diminuzione della mortalità per carcinoma mammario ( - 0,8% all’anno). Tutto ciò è attribuibile, non a caso, ad una maggiore diffusione dei programmi di diagnosi precoce (fra essi, appunto lo screening) e ai progressi terapeutici.
In ASST è attiva da qualche anno la Breast Unit, una struttura multidisciplinare che presidia diagnosti e trattamento della donna colpita da tumore alla mammella e il follow up.
In provincia di Lodi su 230,000 abitanti ogni anno poco più di 250 donne sviluppano un tumore di questo genere: la stragrande maggioranza di esse si rivolge alle strutture dell’Azienda Socio Sanitaria diretta da Guido Grignaffini-
“La squadra della Breast - spiega Emilia Marrazzo chirurga e responsabile dell’Unità – propone alla paziente il percorso terapeutico più indicato e più efficace per affrontare al meglio la malattia. E’ un team di donne e uomini, medici e infermieri, che l’accompagnerà e non la lascerà mai sola.”
Impegnata nell’attività chirurgo-senologica da qualche tempo, anche una seconda chirurga, Federica Carriero lodigiana e coetanea di Emilia Marrazzo. Venti le pazienti con patologia maligna che ogni mese sono trattate chirurgicamente dalle due specialiste che hanno in carico anche le patologie benigne.
“Si può ben dire, e a ragione, – sottolinea Passamonti - che la senologia di Lodi è una branca tutta al femminile”.
Era ricoverato a San Giovanni Rotondo, in Puglia, per...
E' accaduto nel Cremonese; le forze dell’ordine stanno...
Un uomo di 57 anni di Vescovato ha improvvisamente perso...