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LOMBARDIA: SECONDO CASO DI SUICIDIO ASSISTITO

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Venerdì 10 Aprile 2026

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Si è verificato in Lombardia il secondo caso di aiuto alla morte volontaria fornito dal Servizio Sanitario Nazionale, il quattordicesimo a livello nazionale.

Dopo “Serena”, cittadina lombarda, affetta da sclerosi multipla progressiva, che ha posto fine alle sue sofferenze a gennaio 2025, un’altra persona ha chiesto al Servizio Sanitario e ottenuto l’accesso al suicidio medicalmente assistito.

Intanto, l’Associazione Luca Coscioni si prepara a raccogliere nuovamente le firme in Lombardia, insieme a Lazio, Piemonte e Calabria sulla proposta di legge regionale di iniziativa popolare  “Liberi Subito”,  per garantire l’applicazione delle sentenze della Corte costituzionale sul “suicidio assistito”.

L’Associazione Luca Coscioni attualmente sta seguendo, sul piano giuridico e medico, la situazione di dieci persone in tutta Italia che hanno fatto richiesta di accesso all’aiuto alla morte volontaria.

Intanto, in Senato, la discussione sulla proposta di legge sul fine vita promossa dalla maggioranza è stata nuovamente rinviata. Proprio in questi giorni è partita la mobilitazione nazionale dell’associazione Luca Coscioni per chiedere al Governo il ritiro definitivo del testo, presentato nove mesi fa e da allora fermo all’esame del Senato senza alcun avanzamento. Fino al 19 aprile, in tutta Italia ci saranno banchetti informativi, dove volontarie e volontari informeranno i cittadini e raccoglieranno adesioni all’appello pubblico. L’iniziativa coinvolge oltre 100 appuntamenti in più di 80 città italiane.

“Mentre il Parlamento resta fermo, è partita la nostra mobilitazione nazionale con oltre 100 iniziative in più di 80 città italiane per chiedere il ritiro definitivo di un testo che indebolisce diritti già riconosciuti. Dopo l’ennesimo rinvio a data da destinarsi del dibattito in Senato, chiediamo alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di fare un passo indietro e lasciare il Parlamento libero di discutere una legge che non cancelli i diritti già stabiliti dalla Corte Costituzionale e che garantisca davvero la libertà di scelta delle persone. Se il testo del Governo fosse già stato in vigore, ad esempio, la persona che ha ottenuto l’aiuto alla morte volontaria in Lombardia si sarebbe vista opporre un rifiuto, così come le altre 13 persone che sono finora state aiutate a morire.”, hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

 

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