A Lodi dal maggio del 2023 in un’area, quella della Nefrologia, in sofferenza e con grandi criticità. Poi, un anno dopo, dal primo di marzo, l’incarico di primario con l’obiettivo di ridare slancio, riqualificare e consolidare la struttura e la sua offerta. Filippo Mangione da allora ha portato a casa non pochi obiettivi: “Abbiamo cominciato a reclutare nuove e giovani forze specialistiche e a stabilizzarle. Attualmente siamo 12 medici e la Nefrologia ha recuperato attrattività. L’investimento della Direzione Strategica è stato notevole”.
A Lodi la struttura ha una disponibilità di 13 posti letto per la degenza, con 18 postazioni destinate alla dialisi extracorporea, più comunemente nota come emodialisi. Analogo trattamento (che è esclusivamente ospedaliero, con il supporto di reni artificiali di ultimissima generazione) è erogato anche a Casalpusterlengo e a Sant’Angelo Lodigiano, con 9 postazioni in ciascuna sede.
In dialisi extracorporea sono 150 pazienti, impegnati in sedute di circa quattro ore, tre volte alla settimana. Come è risaputo il trattamento è necessario in caso di insufficienza renale cronica o acuta.
“Negli ultimi mesi - dice il dottor Mangione - abbiamo dato un forte impulso alla dialisi peritoneale che è un trattamento domiciliare”. Il paziente o il suo caregiver sono debitamente addestrati per autogestirlo, in totale sicurezza. Periodicamente poi si sottopone al controllo dello specialista. Per intraprendere questo percorso è necessario un piccolo intervento chirurgico, in anestesia locale, per l’inserimento permanente di un catetere sottocute.
“Quando sono arrivato al Maggiore – ricorda il primario – erano soltanto 9 i pazienti in dialisi peritoneale. Oggi sono 34”, più che triplicati in un anno e mezzo, senza nulla da invidiare rispetto ad altri centri ospedalieri. “Molti del nostro team – spiega Mangione - sono nefrologi interventisti. Siamo in pratica autonomi nell’esecuzione degli accessi vascolari e per il posizionamento dei cateteri. In alcune occasioni operiamo in collaborazione con i chirurghi generali e vascolari e con i radiologi interventisti dell’Azienda”.
Un dato interessante della Nefrologia è quello relativo alle biopsie renali, procedure mini invasive fondamentali per diagnosticare con precisione le malattie renali, valutarne la gravità e stabilire la terapia più efficace. Ebbene, la media degli ultimi anni, quelli caratterizzata da non poche difficoltà, era di 11 esami all’anno. L’anno scorso sono stati invece 43, mentre nei primi mesi del 2026 sono già 24. L’obiettivo è eseguirne una cinquantina: “volumi da centro di riferimento”, spiega Mangione.
In termini di degenza la struttura di Nefrologia registra mediamente 33 ricoveri al mese (quasi 400 nel corso di un anno). “Mettiamo a disposizione dei nostri pazienti – sottolinea il primario – tutte le terapie più innovative che hanno dimostrato di avere un impatto favorevole sul rischio di progressione delle malattie renale”.
“Il nostro obiettivo – aggiunge Mangione - è quello di rallentare e fermare la naturale tendenza al peggioramento di queste patologie, ritardando – evitando quando possibile – la necessità di dialisi, e favorendo un tempestivo percorso verso il trapianto. In ogni fase del processo di cura vogliamo garantire la miglior qualità di vita ai nostri pazienti”.
L’impegno della struttura è incentivare il più possibile proprio la più efficace delle cure per l’insufficienza renale, il trapianto di rene, e riferire il maggior numero di pazienti ai centri trapianto. “Nel 2025 abbiamo contribuito a far trapiantare 9 pazienti contro i 3 dell’anno precedente - ricorda Mangione -. Quest’anno i pazienti trapiantati sono già 5 e quelli in lista d’attesa sono 12”.
“Mi piace richiamare - chiosa il nefrologo - l’entusiasmo che la nostra squadra, specialisti e infermieri, mette nel lavoro quotidiano. C’è piena consapevolezza che ci sono tutte le condizioni e le premesse per crescere ulteriormente, insieme”.
Era ricoverato a San Giovanni Rotondo, in Puglia, per...
E' accaduto nel Cremonese; le forze dell’ordine stanno...
Un uomo di 57 anni di Vescovato ha improvvisamente perso...