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OPERAZIONE SOULAHFA

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Mercoledì 27 Febbraio 2019

corpo

Personale della Polizia di Stato, in servizio presso il Commissariato di Gallarate, a seguito di mirata e laboriosa attività d’indagine, il 30.01.2019 ha sorpreso il latitante ES SAOUFY Khalid di 44 anni, in un appartamento di Busto Arsizio, dove si era “rifugiato” unitamente alla convivente ed ai suoi tre figli. 

ES SAOUFY era destinatario di un’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Busto il 30/8/2018. 

Dalle indagini effettuate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, era emerso che ES SAOUFY Khalid era il promotore di un’organizzazione criminale operante nei quartieri Sacconago e Borsano di Busto Arsizio, di cui facevano parte anche suo fratello Adil, residente a Busto Arsizio, trentaquattrenne, tuttora latitante, ed il ventottenne marocchino KABLI Achraf, anche lui residente e domiciliato a Busto Arsizio. 

I due fratelli utilizzavano il loro connazionale per effettuare le consegne di cocaina, presumibilmente in quantità non inferiori a 50 grammi, che venivano forniti a piccoli spacciatori, prevalentemente loro connazionali. Lo spaccio avveniva non solo a Busto Arsizio ma anche in altre località del nord Italia, quali Asola (MN), Bologna, Viareggio (LU) e Torino. 

Proprio in questa ultima città, nel corso delle indagini venivano effettuati importanti sequestri. 

In particolare in data 16/3/2018, unitamente a personale della Squadra Mobile di Torino, veniva tratto in arresto il venticinquenne BAZ Youssef, trovato in possesso di 420 grammi di cocaina, appena ricevuta da KABLI. 

Quattro giorni dopo, KABLI si recava nuovamente a Torino per consegnare 400 grammi circa della medesima sostanza al trentenne NAYNIA Jalal, abitante a Torino. Questa volta, oltre a NAYNIA, veniva tratto in arresto in flagranza di reato anche KABLI. Nella circostanza, oltre alla droga, veniva sequestrata la somma contante di 8.500 euro in contanti, quale corrispettivo della consegna di cocaina. 

Contemporaneamente, a Busto Arsizio, a carico dei due fratelli venivano effettuate le perquisizioni domiciliari dei due appartamenti che gli indagati avevano locato in nero, esclusivamente per celarvi rilevanti quantità di cocaina. 

La perquisizione veniva estesa anche all’auto che gli indagati utilizzavano per effettuare le consegne di droga piu’ rilevanti e che, dopo l’arresto di BAZ a Torino, avevano “nascosto” in una via centrale di Dairago (MI). La perquisizione, effettuata anche con l’ausilio di un carrozziere, faceva rinvenire un vano nascosto sotto il sedile posteriore, con apertura idraulica a mezzo di comando elettrico. Nel vano, venivano rinvenuti complessivi 2,2 chilogrammi di cocaina ed una bomboletta spray di repellente per i cani. 

All’esito dei citati riscontri, il GIP del Tribunale di Busto Arsizio emetteva il provvedimento restrittivo a carico dei tre indagati, che fino al 30 gennaio, era stato notificato al solo KABLI che si trovava già detenuto presso il carcere di Torino.

Nell’inchiesta, risultano indagati altri 4 loro connazionali tra cui un fratello maggiore degli ES SAOUFY, accusato di riciclaggio, dopo che nella sua abitazione di Magnago, ritenuta il luogo dove veniva celato il denaro provento della loro attività illecita, veniva rinvenuta l’ingiustificata somma contante di 16.100 euro oltre a materiale utile al confezionamento del denaro stesso.

 

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