L’attività di Ortopedia dell’ASST di Lodi è organizzata presso gli ospedali di Lodi e di Codogno: al Maggiore con degenza ordinaria e una dotazione di 24 posti letto, servizi specialistici e interventi di chirurgia traumatologica; in viale Marconi con prestazioni in day surgery e ambulatoriali.
Filippo Rivolta direttore della struttura dal 2022, ma impegnato in ASST dal 2010, snocciola una serie di numeri rilevanti: 1.000 ricoveri all’anno con un tasso di occupazione dei posti letto dell’80%; 1.500 interventi operatori (per il 70% si tratta di chirurgia traumatologica); 150 procedure di protesizzazione, in particolare di anca e ginocchio, ma anche di spalla e gomito. E poi tutta l’interventistica per la traumatologia sportiva in artroscopia e la ricostruzione dei legamenti.
Un ulteriore volume di attività riguarda le prestazioni ambulatoriali: tra i presidi di Lodi e Codogno, oltre 8.000.
In tutto ciò vale la pena ricordare gli interventi chirurgici per la frattura del femore che interessa in modo prevalente la popolazione anziana. La struttura diretta da Rivolta tratta 350 casi all’anno, una media di uno al giorno,
“In questo ambito l’intervento chirurgico tempestivo – spiega il primario – è fondamentale per chi subisce la frattura. Operare entro le 48 ore dall’accesso in ospedale in Pronto Soccorso, è considerato lo standard clinico di riferimento. Questa tempistica – aggiunge l’ortopedico- è cruciale per ridurre la mortalità, diminuire il rischio di complicanze gravi (come trombosi e infezioni) e favorire un recupero più rapido della mobilità e dell’autonomia. A Lodi -sottolinea lo specialista- riusciamo a garantire, ad oggi, un tasso di intervento entro le 48 ore di circa l’80%”, eccedendo di gran lunga la soglia ministeriale fissata al 60%.
Recentemente in ASST sono state acquisite (con un investimento di oltre 200.000 euro) due colonne artroscopiche nuove e all’avanguardia: una per Lodi, l’altra per Codogno.
Una colonna artroscopica è un insieme di strumenti e attrezzature utili a realizzare un intervento di artroscopia (tecnica mini invasiva che permette di esaminare l’interno di una articolazione e di riparare tessuti danneggiati con tempi di recupero e dolori post operatori ridotti rispetto alla chirurgia tradizionale) e a visualizzare dettagliatamente l’articolazione da trattare.
La nuova tecnologia introdotta consente una risoluzione delle immagini in 4K notevolmente più potente dell’HD. Le due colonne utilizzano, fra l’altro, coperture sterili monouso permettendo così di effettuare un intervento dopo l’altro, senza dover sterilizzare ogni volta la telecamera e le ottiche.
All’orizzonte c’è anche il cambio di altre apparecchiature di intervento intraoperatorio.
Oltre ai professionisti sanitari e assistenziali collabora con Rivolta una squadra di 10 ortopedici, con un’età media di 35/40 anni. Tra loro tre ortopediche.
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