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PISCICOLTURA: PERSO IL 70% DELLE VENDITE

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Lunedì 20 Aprile 2020

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"Il 70% delle vendite di pesca e acquacoltura è andata perduta nell’ultimo mese e mezzo. A cominciare da quelle legate alla pesca sportiva nei laghi che rappresentano il 20%. E’ andata giù l’esportazione che ora sembra ripartire e vale un altro 20%, mentre il canale Ho.re.ca, che rappresenta una quota del 40%, è stato totalmente azzerato”.

Lo sottolinea Pier Antonio Salvador, presidente dell’Associazione piscicoltori italiani.

“Proseguono solamente gli acquisti in Gdo, tuttavia in misura ridotta, perché l’emergenza coronavirus ha influito negativamente anche nel reparto pescheria della Gdo che è molto specifico. Verso il pesce fresco il consumatore ha assunto un atteggiamento piuttosto guardingo, privilegiando l’acquisto di carne, magari anche bianca, ma confezionata”.

Occorre promuovere il prodotto made in Italy in tutti i settori, quindi anche nel comparto ella pesca e acquacoltura, sottolinea Salvador, che chiede più liquidità per le aziende.
Senza contare che il comparto dell’acquacoltura deve salvaguardare, anche in questo momento di crollo delle vendite, le specie in allevamento: “Si tratta di stock vivi che devono essere alimentati per mantenere il benessere del pesce. Se non esce prodotto abbiamo difficoltà di gestione negli allevamenti. Abbiamo costi fissi senza entrate e a questi si aggiungono ora anche le spese straordinarie, legate magari a un’aggiunta di ossigeno e a un incremento dei mangimi. Ci sono aziende che oggi hanno ferme 150-200 tonnellate di prodotto pronto per la vendita”.

Entrando nel dettaglio del blocco sull’export di prodotti ittici, l’Austria ha messo le barriere all’ingresso di prodotto italiano, neppure la Polonia compra made in Italy in un contesto europeo che è costretto a importare il 70-75% del  suo fabbisogno. L’Italia, ad esempio, che è una penisola, copre appena il 14-15% di spigole e orate rispetto al suo fabbisogno. Appena lo 0,8% è rappresentato da orate pescate nel nostro Paese. Al ristorante, però, il cliente non viene minimamente informato su quello che viene servito in tavola. Sarebbe invece utile far uscire dall’anonimato l’origine dei prodotti del canale Ho.re.ca in modo da rendere consapevole l’acquisto del consumatore che mangia fuori casa. Serve una maggiore chiarezza di informazione in questo canale”.

Gli allevamenti di acquacoltura sono sparsi in tutto lo stivale: quelli di trote sono concentrati, come ricorda Salvador, in Veneto, Friuli e Centro-Italia, quelli di spigole e orate in Toscana, Liguria, Lazio, Sicilia, Puglia.

L'Italia è specializzata anche nella produzione di avannotti. La produzione di molluschi è importante in Veneto, Marche, Emilia Romagna, Liguria e Campania. La Sardegna è nota per la produzione di ostriche. Il comparto ittico conta 250 aziende e circa 850 siti produttivi. 

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