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PROPAGANDA NAZIFASCISTA E ANTISEMITA

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Mercoledì 22 Aprile 2026

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Questa mattina, i poliziotti della Digos di Milano hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un diciannovenne di Pavia. Il giovane è accusato di aver promosso e diretto un'associazione finalizzata alla propaganda razziale, alla discriminazione religiosa, alla minimizzazione della Shoah e all'apologia del genocidio.

Contestualmente sono stati eseguiti 14 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti indagati a vario titolo, nove dei quali minorenni, per gli stessi reati, residenti nelle province di Cagliari, Caserta, Cosenza, Matera, Perugia, Roma, Viterbo, Salerno, Siena e Torino.

L'indagine condotta dalla Sezione antiterrorismo della Digos milanese, coadiuvata dai colleghi di Pavia, in stretta collaborazione con la Direzione centrale Polizia di prevenzione è nata dal monitoraggio degli ambienti digitali dell'estrema destra suprematista. Al centro dell'inchiesta, un gruppo di messaggistica istantanea chiamato "Chat Terza Posizione", creato e gestito dal diciannovenne, che aveva la funzione di "centro" per la propaganda neofascista e antisemita con esaltazione di stragi suprematiste, come quella di Christchurch del marzo del 2019.

Dall’analisi del canale sono stati, inoltre, trovati contenuti riferibili alla cosiddetta white jihad, un fenomeno di "ibridazione" che unisce l'ideologia neonazista a metodi tipici del terrorismo jihadista, accomunati dall'odio verso gli ebrei.

Per la diffusione del materiale eversivo e il successivo “reclutamento” il diciannovenne avrebbe anche creato un canale ad hoc, denominato “Centro studi terza posizione” nonché redatto, probabilmente con altre persone, un documento ideologico in cinque punti, dal titolo “Manifesto della terza posizione” con cui incitava gli utenti a passare dal virtuale al reale, creando "Squadroni d’azione rivoluzionaria" per propositi eversivi e asserzioni antisemite con cui compiere atti violenti.

L'indagine ha permesso di individuare ulteriori ramificazioni del fenomeno con delle emulazioni di gruppi radicali come quello di “Nuova Italia” amministrato da due giovani che si definivano presidente e vicepresidente, con contenuti simili al primo con otto membri minorenni coinvolti. Inoltre, un ventiduenne di Pescara è stato perquisito per esser legato a questa sigla con cui ostentava armi sui social.

Infine, altri due giovanissimi sottoposti a perquisizione, sono risultati attivi frequentatori di un altro ambiente virtuale di identica connotazione ideologica neonazista e suprematista nel quale, fra l’altro, venivano pubblicati anche diversi video concernenti la fabbricazione di esplosivi.

 

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