Si è conclusa con esito pienamente positivo la "EXE PO 2026" – esercitazione di protezione civile di livello nazionale promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione Civile – sul rischio idraulico e idrogeologico, che ha visto la Prefettura di Lodi, d’intesa con la Regione Lombardia e la Provincia di Lodi, al centro di un complesso meccanismo di coordinamento territoriale e interregionale svoltosi nei giorni 25, 26 e 27 giugno.
L’evento esercitativo ha coinvolto quattro Regioni – Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto – simulando l'arrivo di una piena eccezionale del fiume Po, con il raggiungimento della soglia critica dei 10 metri.
La Prefettura, in costante raccordo con la Regione Lombardia e la Provincia di Lodi, ha attivato tutte le strutture e le componenti del sistema di protezione civile: i Comuni di Codogno, Castelnuovo Bocca d’Adda, Castelgerundo, Ospedaletto Lodigiano, Castiglione d’Adda, Santo Stefano Lodigiano, Caselle Landi, Corno Giovine, Maccastorna, Maleo e Meleti, la Questura, il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Lodi, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Lodi, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Lodi, la Sezione di Polizia Stradale di Lodi, ATS Città Metropolitana di Milano, ASST LODI, Areu – 118, Croce Rossa, AIPO Milano e il Consorzio Bonifica Muzza, con l’apporto di SAL per la creazione degli scenari operativi.
Il Centro Coordinamento Soccorsi (CCS), presieduto dal Prefetto Davide Garra, si è stabilmente insediato in Prefettura, coordinando tempestivamente complesse problematiche di protezione civile sia "per posti di comando" che su scala reale.
In particolare, sono state compiute le manovre di chiusura del nodo idraulico del Chiavicone, di attivazione simulata dell’impianto idrovoro del Rottino e di apertura dell’argine fusibile, da parte del Consorzio Bonifica Muzza; l’evacuazione simulata del Comune di Caselle Landi con la pianificazione logistica del trasferimento di circa 600 residenti verso i centri di accoglienza di Maleo, Corno Giovine e Castelnuovo Bocca d’Adda; la ricognizione dei mezzi e dei materiali per l’assistenza alla popolazione; l’evacuazione coordinata degli anziani verso le strutture sanitarie di Codogno, Lodi e Casalpusterlengo, con l’apporto di AREU-118, ASST e Croce Rossa.
È stata altresì simulata l’evacuazione della "Cascina Metà Stradella" di Castelnuovo Bocca d’Adda, gestita nell’immediatezza con l’ausilio di ATS Milano – Dipartimento di medicina veterinaria, nonché la chiusura del ponte della A1, con l’attuazione di complessi piani di deviazione del traffico pesante e leggero verso l’autostrada A21, con l’apporto della Polizia Stradale e delle Polizie locali.
Testate anche le telecomunicazioni tra le Sale operative provinciali e regionali, i COC e il COM di Codogno grazie al dispiegamento dei radioamatori ARI e FIR-CB e all'integrazione dei tecnici regionali presso il CCS e le Sale Operative dislocate sul territorio.
Tra i punti di forza dello scenario operativo, l'attivazione e l'impiego sul campo di 68 volontari di Protezione Civile, il cui apporto si è rivelato determinante per la riuscita delle operazioni su scala reale. Tra le manovre più significative spiccano l'intensa attività di monitoraggio notturno degli argini (condotta tra le 20:00 e le 22:00) e il tempestivo intervento di insacchettamento per il contenimento di un fontanazzo simulato a Caselle Landi.
Nel pomeriggio del 27 giugno, con il passaggio del colmo di piena e la successiva costante diminuzione dei livelli idrometrici, registrata dai bollettini simulati emessi da AIPO e Regione Lombardia, è stato decretato il progressivo rientro all'ordinarietà. I Sindaci hanno disposto la revoca delle ordinanze emergenziali e la chiusura dei rispettivi Centri Operativi Comunali (COC) cui è seguita la chiusura del CCS che ha segnato il termine ufficiale dell'esercitazione.
Il Prefetto ringrazia tutte le componenti per la sinergia che ha unito le Forze dell'Ordine, i Vigili del Fuoco - impegnati anche con elicotteri, nuclei acquatici e sistemi di intelligenza artificiale - gli enti a competenza tecnica, il comparto sanitario, gli enti locali e i volontari.
Tutti hanno dimostrato il livello di resilienza e prontezza del territorio lodigiano dinanzi alle grandi emergenze idrauliche. Ha sottolineato inoltre l’importanza del progressivo coinvolgimento della popolazione affinché si incrementi e venga rinnovato il livello di consapevolezza di tutti sulla natura dei possibili rischi e sulle attività da porre in essere e con cui collaborare in caso di evenienza.
Tutte le osservazioni e i dati tecnici emersi nei tre giorni di attività confluiranno in una seduta di debriefing istituzionale, già programmata per domani 30 giugno, volta a perfezionare ulteriormente i flussi di comunicazione e le procedure operative.
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