E’ entrata nel vivo la raccolta di pomodoro da salsa in Lombardia.
Anche in questo settore il grande caldo, che sta investendo a più riprese la regione, ha fatto scattare le operazioni con una decina di giorni di anticipo rispetto alla media degli ultimi anni.
A causa delle ripetute ondate di calore in generale sui primi raccolti si stima un calo quantitativo del 10% rispetto alla media, a fronte di una qualità soddisfacente. Nel Mantovano si segnalano però alcuni casi di perdite produttive fino al 30%, a causa di episodi localizzati di grandinate e trombe d’aria, i cui effetti si sono sommati a quelli del grande caldo.
I veri timori riguardano i pomodori che arriveranno a maturazione più tardi: se il grande caldo dovesse proseguire, si temono cali produttivi più consistenti. Temperature eccessive prolungate, infatti, impediscono ai fiori di trasformarsi in frutti.
In Lombardia il pomodoro è coltivato su circa 10 mila ettari di terreni, concentrati per oltre il 70% tra le province di Mantova e Cremona.
A livello nazionale, oltre a rappresentare un ingrediente fondamentale della dieta Mediterranea e della cucina italiana patrimonio Unesco, il pomodoro è un comparto chiave dell’agroalimentare italiano: la filiera coinvolge circa 7.000 aziende agricole, oltre 100 imprese di trasformazione e 10.000 addetti, distribuiti su circa 70.000 ettari coltivati.
Il pomodoro è anche uno di quei prodotti colpiti dall’inganno della regola dell’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, che permette di spacciare per italiano prodotti esteri che vengono sottoposti in Italia a semplici lavorazioni. Nel caso del pomodoro, in particolare, si tratta dei sughi preparati a partire da concentrato di pomodoro cinese.
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