Nel contesto di una indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia, la Guardia di Finanza ha individuato un gruppo di 4 cinesi, responsabili secondo gli inquirenti di autoriciclaggio, emissione di fatture per operazioni inesistenti e abusiva prestazione di servizi di pagamento.
Le investigazioni, avviate a seguito di una precedente attività, che aveva svelato l’esistenza a Brescia di un emporio cinese, avrebbero portato alla luce un sodalizio che avrebbe sfruttato gli articolati meccanismi di riciclaggio del cosiddetto “underground banking” (consistente nell’insieme di sistemi di trasferimento di denaro che operano al di fuori dei canali finanziari ufficiali e regolamentati, aggirando i presidi antiriciclaggio).
I controlli effettuati nei confronti dei “corrieri” del contante e dei “clienti” dell’organizzazione hanno già consentito di sequestrare somme di denaro superiori a 220.000 euro.
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