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STALKING CONDOMINIALE A GHEDI

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Lunedì 16 Aprile 2018

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Oggi personale della Divisione Anticrimine della Questura di Brescia, in collaborazione con i Carabinieri, ha dato esecuzione ad un provvedimento di ammonimento, emesso dal Questore di Brescia, nei confronti di un nucleo familiare, residente nel Comune di Ghedi, autore di comportamenti persecutori a danno di alcuni  vicini di casa; nello specifico tali condotte sono state ricondotte a forme di stalking.

Anche grazie all’apporto dei media nazionali e locali che hanno denunciato, attraverso i propri canali comunicativi, gli atteggiamenti illeciti tenuti dalla famiglia, composta da padre nato a Ghedi classe ’45, madre nata a Varapodio (RC) classe ’55 e figlio nato  Brescia classe ’83, sono state accertate situazioni di soprusi, prepotenze e prevaricazioni nei confronti di vicini di casa, obbligati nel tempo a mutare le proprie abitudini di vita.

Nello specifico si è riscontrato che tali condotte aggressive e minacciose, iniziate negli ultimi due anni nei confronti di un solo nucleo familiare, si sono nel tempo estese anche ad altri vicini di casa, appartenenti a nuclei familiari differenti ma accomunati, analogamente alla prima famiglia, dai medesimi soprusi subiti.

La Polizia di Stato ha così accertato che, nel corso del tempo, la famiglia denunciante ed il vicinato sono stati sottoposti ad ingiurie ed angherie che hanno provocato un grave e perdurante stato di ansia che ha condizionato pesantemente ogni attività ed ogni spostamento della popolazione della via interessata. Il motivo scatenante l’aggressività da parte della famiglia sarebbe da ascriversi al passaggio nel tratto di strada, prospiciente la propria abitazione, da parte di persone non autorizzate, essendo stato considerato quel tratto di strada come proprietà privata. Proprio il passaggio per quella via, delimitata con una catena, è stato il principale motivo di discussione e di alterco con i residenti delle abitazioni vicine, obbligati, tra l’altro, ad interessare quell’unico tratto di strada esistente per la propria mobilità. Discussioni che si sono trasformate in vere e proprie condotte di tipo persecutorio.

Il Questore di Brescia ha, pertanto, ammonito i componenti della famiglia a tenere un comportamento conforme alla legge, desistendo da ogni qualsivoglia condotta che, attraverso atteggiamenti vessatori o violenti, anche sotto forma di minaccia e molestia, comportino alle parti offese un disagio psico-fisico, oltre ad un ragionevole senso di timore.

 

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