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TENTA LA RAPINA ALL’UNIEURO

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Sabato 23 Maggio 2020

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L'altra sera il personale della Squadra Mobile della Questura di Cremona ha arrestato, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta del Pubblico Ministero, un giovane pregiudicato cremonese, G. E., di 26 anni, per i reati di tentata rapina, furto con strappo aggravato e lesioni personali gravi, commessi il 9 e 15 maggio. 

In data 9 maggio l’indagato poneva in essere un tentativo di rapina a mano armata in danno del direttore del negozio UNIEURO, all’interno del centro commerciale Cremona Po.

Quest’ultimo aveva sorpreso un ragazzo intento a forzare con un cacciavite la placca antitaccheggio di una confezione contenente una cassa bluetooth.

Il giovane aveva tentato, in un primo momento, di allontanarsi, ma non riuscendoci, perché bloccato per un braccio dal direttore, aveva sferrato un fendente, armato del cacciavite, che non andava a segno solo per la pronta reazione dello stesso. 

Veniva pertanto accompagnato verso le casse, dove il direttore allertava la sala operativa della Questura, ma, divincolatosi dalla presa, si dava alla fuga.

Sulla base delle dichiarazioni rese dall’ uomo, veniva fermato pochi minuti dopo dagli operatori della Squadra Mobile e denunciato a piede libero. 

Il secondo episodio risale alla mattina del 15 maggio, quando, perveniva alla Centrale Operativa della Questura la segnalazione di un furto con strappo avvenuto davanti agli sportelli della filiale di Banca Intesa di corso Garibaldi ai danni di una anziana donna. 

La vittima, classe 1932, residente a Cremona, soccorsa nelle immediatezze del fatto, riferiva agli Agenti di essersi recata in banca poco prima, e di avere effettuato allo sportello bancomat un prelievo di 1000 euro, attardandosi quindi per pochi minuti sotto il portico dell’istituto in attesa di una amica. 

Improvvisamente, la signora si sentiva strattonare violentemente per la borsa che portava sulla spalla sinistra, e cadeva a terra. 

Due testimoni oculari fornivano una descrizione del soggetto, subito diramata alla pattuglie sul territorio. 

Il responsabile veniva descritto come un giovane con capelli corti neri, alto 170 cm, di corporatura magra, pantaloni neri, felpa di colore nero con colletto rosso riportante una scritta bianca sul petto, e con una tumefazione all’occhio destro. 

Nel frattempo un Sovrintendente della Polizia Locale in servizio presso la sala operativa del Comando di Porta Venezia, avendo notato dalla visione delle immagini della telecamera che copre quella zona la signora rovinare in terra, si adoperava tempestivamente per visionare i frame di quanto avvenuto nei minuti precedenti.

La tempestività dell’Ufficiale della Polizia Locale consentiva agli operatori della Squadra Volante di riconoscere quasi in tempo reale l’autore del reato in un noto pregiudicato, tossicodipendente, e di diramare le note di ricerca dello stesso. 

Dopo alcune ore, un equipaggio della Squadra Mobile rintracciava il soggetto presso il Sert di Via Postumia, in compagnia della fidanzata 31enne. 

Emergeva subito come il giovane avesse cambiato gli abiti, ma era visibile la tumefazione all’occhio segnalata da uno dei testimoni. 

L’emissione di un Decreto di perquisizione e sequestro emesso dall’A.G. tempestivamente attivata permetteva di rinvenire presso il suo domicilio la felpa, i pantaloni, la maglietta, le scarpe e lo scalda collo indossati al momento dello scippo, immortalati dalle telecamere di videosorveglianza. 

Non è stata invece rinvenuta la somma di denaro; come confessato dall’indagato il denaro era già stato utilizzato per saldare debiti da lui contratti nei confronti di fornitori extracomunitari di sostanza stupefacente. 

La sua compagna veniva trovata in possesso di un modico quantitativo di eroina, motivo per il quale veniva segnalata alla Prefettura quale assuntrice. 

Nel corso della perquisizione effettuata in sede di esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, presso il domicilio dell’indagato e della compagna veniva inoltre trovata e posta sotto sequestro una pelliccia di visone, che da accertamenti risultava essere provento di un furto denunciato il 17 marzo.

La ragazza veniva pertanto denunciata in stato di libertà per il reato di ricettazione.

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