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TRUFFE ON LINE SULLE AUTO STORICHE

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Martedì 14 Settembre 2021

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Nella mattinata odierna a Genova, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del capoluogo ligure hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misura cautelare scaturita dall’indagine “Old Cars” nel corso della quale gli investigatori genovesi hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli appartenenti ad un’associazione criminale dedita alla commissione di numerose truffe ai danni di appassionati di auto storiche che ricercavano vetture su siti specializzati in vendite on line.

Cinque persone sono finite in manette (4 in carcere – 1 agli arresti domiciliari), mentre altre due sono state colpite da provvedimenti meno afflittivi (2 obblighi di dimora e firma).

In particolare, a luglio del 2020 i Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno avviato una complessa indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, tesa a delineare e neutralizzare un sodalizio criminale dedito alla commissione di numerose truffe on line attraverso caparre che si facevano preventivamente versare dalle vittime. 

Dalla costante attività di analisi dei reati predatori i Carabinieri avevano infatti rilevato una preoccupante tendenza, di fatto concomitante con l’aumento esponenziale degli acquisiti on line sui più diversi siti internet, che vedeva un preoccupante incremento delle truffe perpetrate ai danni degli utenti che, in numero sempre crescente, stavano cadendo nella trappola di arguti truffatori che riuscivano a farsi versare, generalmente su carte prepagate, acconti per i “teorici” acquisti effettuati. 

In pratica i truffatori avevano realizzato una stabile organizzazione che si avvaleva di un modus operandi oramai consolidato e ripetitivo, basato sulla pubblicazione di finti annunci su siti specializzati in vendite on line per la compravendita di auto d’epoca o ricambi di queste. Infatti venivano pubblicati finti annunci, solitamente su autoscout24 o su subito.it con l’indicazione di un numero di telefono per le trattative, intestato ad un prestanome. Avveniva quindi la richiesta di pagamento di una caparra su postpay, vaglia postale, o money transfert intestati a soggetti terzi consapevoli delle truffe. Ricevuto il pagamento, si rendevano irreperibili.

L’attività d’indagine ha inizialmente ricostruito le responsabilità per ventidue truffe consumate e tre tentate nel periodo compreso tra dicembre 2020 e marzo 2021 su tutto il territorio nazionale. Sono tuttora al vaglio degli inquirenti truffe effettuate con analoghe modalità. 

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