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VERSO UNA CITTA' CARDIO-PROTETTA

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Giovedì 08 Ottobre 2026

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Il Prefetto di Lodi, Davide Garra, ha presieduto la riunione periodica di monitoraggio del “Progetto Vita Lodi”, con i rappresentanti del Comune di Lodi, della Provincia, della Questura, del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, della Sezione di Polizia Stradale di Lodi, di Areu 118, dell’Associazione Roberto Malusardi – Amici del Cuore – e della Coordinatrice del Progetto Vita Lodi.

L’iniziativa, avviata nel novembre 2025 e coordinata dalla Prefettura, si prefigge lo scopo di realizzare un sistema in grado di assicurare un rapido ed efficace intervento in caso di presunto arresto cardiaco.

In particolare, il progetto prevede che, in sinergia con la rete di emergenza sanitaria, personale delle Forze dell’Ordine possa espletare un intervento di primo soccorso, anche avvalendosi dell’apparecchiatura DAE (Defibrillatore Automatico Esterno), nelle situazioni di urgenza sanitaria. Inoltre, è stata prevista la realizzazione di specifici progetti formativi rivolti sia al personale di Polizia che ad operatori “laici” al fine di diffondere consapevolezza e conoscenza sul tema.

In questa ottica, il tavolo di monitoraggio periodico si è riunito per valutare i risultati raggiunti e avanzare proposte migliorative, oltre a raccogliere gli esiti degli interventi salvavita compiuti sul territorio.

Durante l'incontro è stato evidenziato un recente ed emblematico episodio di successo, che dimostra sul campo l'efficacia dell'integrazione tra formazione e presenza di strumenti salvavita: il tempestivo intervento del personale della Questura di Lodi, coordinato nell'ambito della rete di primo soccorso, ha permesso di compiere un intervento immediato su una persona colpita da arresto cardiaco mediante l'uso immediato del Defibrillatore Automatico Esterno (DAE) in dotazione alla pattuglia, consentendone il successivo trasporto protetto in ospedale.

Sono state, inoltre, tracciate le linee guida per i prossimi mesi, con l'obiettivo comune di realizzare una vera e propria "Città Cardioprotetta": attualmente si contano circa 150 defibrillatori sul territorio e per renderne ancora più efficace l'impiego, è stata proposta una riorganizzazione logistica che ne preveda la collocazione nelle aree più accessibili, frequentate e di immediato utilizzo pubblico.

Prosegue, inoltre, l'impegno per creare una popolazione sempre più consapevole e pronta ad agire. Solo negli ultimi sei mesi si sono tenute 4 serate dimostrative rivolte alla cittadinanza, sono stati avviati corsi di formazione BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) dedicati al personale della Polizia di Stato e sono stati formati 78 studenti negli istituti scolastici.

È, inoltre, in fase di definizione una modalità di raccordo ancora più rapida tra la Centrale Operativa AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza) e le pattuglie delle Forze dell'Ordine operative sul territorio, così da poter inviare istantaneamente sul luogo dell'emergenza la volante provvista di DAE più vicina al punto dell'evento.

Ampio spazio è stato dedicato al ruolo chiave della tecnologia nelle situazioni di emergenza sanitaria e di pubblica sicurezza.

In particolare, è stata richiamata l’immediata utilità e la significativa potenzialità di “Where ARE U”, l'applicazione implementata da Regione Lombardia e Areu 118 collegata direttamente alle Centrali Uniche di Risposta del Numero Unico Europeo 112.

L'applicazione rappresenta uno strumento prezioso e di grande importanza per abbattere i tempi di intervento in qualsiasi tipo di situazione critica: il Numero Unico Europeo 112 gestisce infatti non soltanto le emergenze sanitarie (118), ma anche le richieste di intervento di diversa natura, coinvolgendo direttamente le Forze dell'Ordine e i Vigili del Fuoco.

La chiamata tramite l'app "Where ARE U" consente di trasmettere automaticamente e in tempo reale all'operatore del 112 le coordinate geografiche esatte rilevate via GPS e Wi-Fi, permettendo l'invio immediato dei mezzi di soccorso adeguati anche quando chi chiama si trova in stato di shock o in un luogo non identificabile.

In particolare, nei casi in cui la persona non sia in grado di parlare o si trovi in una situazione di pericolo che impone il silenzio, l'applicazione consente di selezionare la modalità "chiamata silenziosa" o di avviare una "chat" di testo guidata per specificare il tipo di aiuto richiesto.

La funzione di “chiamata silenziosa” è particolarmente innovativa e si rivela cruciale per la sicurezza e la salvaguardia dell'incolumità personale: permette infatti all'utente di avviare il contatto con il 112 e di rimanere in completo silenzio senza insospettire o allarmare eventuali malintenzionati presenti sul posto (ad esempio in caso di aggressioni, violenze domestiche, intrusioni domestiche o situazioni di ostaggio). L'operatore del 112, ricevendo la segnalazione di chiamata muta e conoscendo già l'esatta posizione geografica inviata dall'app, rimane in ascolto attivo dell'ambiente circostante, raccogliendo preziosi indizi audio e coordinando tempestivamente l'invio delle Forze dell'Ordine o dei soccorsi in totale discrezione e sicurezza per la vittima.

L'utente ha inoltre la possibilità di compilare preventivamente una scheda personale con i propri contatti di emergenza o eventuali note mediche rilevanti, fornendo così preziosi elementi conoscitivi agli operatori nel momento stesso della chiamata.

Considerata l'importanza fondamentale che questo strumento riveste — soprattutto in un'ottica strategica di prevenzione, protezione della persona e tempestività dei soccorsi — il Prefetto ha espresso un accorato e forte auspicio affinché sia promossa la massima diffusione dell'applicazione "Where ARE U" e di tutti gli strumenti tecnologici analoghi posti a tutela della sicurezza pubblica. Far conoscere capillarmente questi strumenti – partendo dalle scuole, dai luoghi di lavoro e dai contesti di aggregazione – significa dotare ogni singolo individuo di un ulteriore canale diretto e immediato con le istituzioni e i soccorsi, riducendo al minimo i tempi di risposta e incrementando in modo significativo la capacità di reazione dell'intero sistema di protezione e pubblica sicurezza a tutela della salute e dell'incolumità pubblica.

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