Si è parlato dello stretto rapporto tra civiltà contadina e dialetto nell'incontro di questa mattina a Lodi nella sede dell'Unitre.
Nel salone Sandro Pertini del circolo Archinti ne hanno approfondito il legame intrinseco monsignor Giuseppe Cremascoli, presidente onorario della Società Storica Lodigiana, e Ferruccio Pallavera, direttore della rivista "Archivio storico lodigiano".
E' stata l'occasione per presentare l'ultimo volume curato proprio dai due relatori, partendo dagli scritti elaborati nella bassa lodigiana tra fine '800 e i primi del '900.
Per molti ascoltatori si è trattato di un tuffo nel passato alla riscoperta di una lingua che, per secoli, ha fatto da strumento di comunicazione popolare alternativo all'italiano.
Oggi, il dialetto sta diventando ormai nel lodigiano un retaggio del passato che non ha più gli addentellati popolari necessari a farlo vivere.
Resta comunque una forma di comunicazione immediata e spontanea che conserva tutta la sua ricchezza primigenia.
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