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UN PARCO A LODI INTITOLATO A CAMILLO BERNERI

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Venerdì 04 Settembre 2026

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Un parco pubblico a Lodi intitolato a Camillo Berneri; ci aiuta a conoscerlo lo storico Marco Baratto.
Ecco il suo contributo.

"C’è un filo rosso, di sangue e di idee, che unisce le nebbie della pianura lodigiana alle barricate assolate della Catalogna. Un filo che oggi, a ridosso del novantesimo anniversario di uno dei delitti politici più feroci del Novecento, rischia di essere inghiottito dall'indifferenza. Era il maggio del 1937 quando a Barcellona, nel pieno della guerra civile spagnola, veniva trucidato Camillo Berneri. Intellettuale raffinato, filosofo, militante anarchico, era nato a Lodi nel 1897. Per tutta la vita, persino negli anni duri dell'esilio e della clandestinità, aveva scelto di firmare i suoi scritti più taglienti con uno pseudonimo che rivendicava con orgoglio le proprie radici: "Camillo da Lodi".

Oggi, mentre la memoria storica sbiadisce e i fantasmi che Berneri combatté tornano a infestare il Vecchio Continente, la proposta di intitolargli un parco nella sua città natale non è un semplice esercizio di toponomastica. È un atto di resistenza culturale, un presidio di libertà piantato nel cuore della comunità. Perché i parchi non sono solo alberi e vialetti; sono i polmoni ideali di una città, luoghi dove l'ossigeno della democrazia si fonde con la memoria collettiva.

L’antifascismo come postura dell'anima

Per comprendere l'urgenza di questa intitolazione, bisogna riscoprire la statura intellettuale di Berneri. Non è stato un antifascista dogmatico o di facciata. La sua è stata una critica precoce, viscerale e sociologica ai totalitarismi. Aveva compreso, prima di molti altri, che il fascismo non era una bizzarria passeggera della storia, ma una malattia profonda delle masse, alimentata dal culto del capo, dal nazionalismo esasperato e dalla fabbricazione di capri espiatori.

L'antifascismo di Berneri era sinonimo di umanesimo integrale, di difesa intransigente della dignità umana contro l'omologazione di Stato. Pagò questa sua coerenza con il confino, la fuga per mezza Europa e, infine, con la vita. Ricordarlo oggi significa ribadire che l'antifascismo non è una questione polverosa da confinare nei libri di scuola, ma un valore plastico, vivo, che deve guidare le scelte del nostro presente.

Il monito della Spagna e la nostalgia del franchismo

La traiettoria terrena di "Camillo da Lodi" si è interrotta in Spagna, la terra che aveva scelto come frontiera della libertà europea contro la dittatura nascente di Francisco Franco. È proprio lo sguardo sulla Spagna contemporanea a rendere la figura di Berneri drammaticamente attuale. A quasi un secolo di distanza, assistiamo a un fenomeno che lo stesso Berneri avrebbe analizzato con amara lucidità: la rinascita e la sdoganizzazione istituzionale del neo-fascismo in terra iberica.

Movimenti ultra-nazionalisti, eredi diretti e indiretti della retorica franchista, non solo riempiono le piazze, ma entrano nei governi regionali, dettano l'agenda politica e promuovono un pericoloso revisionismo storico. I simboli della dittatura vengono riabilitati, i diritti civili messi sotto attacco, e il passato autoritario viene dipinto come un’epoca di ordine e prosperità. La Spagna, che fu il laboratorio dei totalitarismi negli anni Trenta, è oggi lo specchio di una democrazia europea fragile, che soffre di pericolose amnesie.

Il dilagare della "Marea Nera" in Europa

Ma la Spagna è solo la punta dell'iceberg. L'intera Europa sta vivendo il progressivo dilagare di una "marea nera" che si insinua nelle crepe delle crisi economiche e sociali. Dalla normalizzazione dei discorsi d'odio alla retorica dei muri, passando per l'erosione sistematica dello Stato di diritto in diversi Paesi membri dell'Unione, i valori nati dalla Resistenza e dal rifiuto degli orrori del Novecento sono sotto assedio.
Laddove Berneri sognava un'Europa federale, libertaria, terra d'asilo e di emancipazione per i lavoratori di ogni nazione, oggi risorgono i nazionalismi escludenti e le pulsioni identitarie più retrive. La democrazia liberale viene svuotata dall'interno, sostituita da modelli di "democrazia illiberale" che guardano con favore all'autoritarismo.

Un parco a Lodi: un seme per il futuro

In questo scenario, l'intitolazione di un parco pubblico a Camillo Berneri a Lodi smette di essere una celebrazione locale e diventa un messaggio universale. Un parco è un luogo frequentato dai giovani, dalle famiglie, dagli anziani. Associare quel verde, simbolo di vita e di futuro, al nome di "Camillo da Lodi" significa offrire alle nuove generazioni un'ancora di fronte alla deriva del presente.

Significa dire ai ragazzi che calpesteranno quei prati che la libertà non è un dono eterno, ma una conquista quotidiana che richiede vigilanza, studio e coraggio. Piantare la memoria di Berneri nella terra lodigiana è il modo migliore per rispondere alla marea nera che avanza: non con l'indifferenza, ma opponendo la bellezza della cultura, il rigore del pensiero e la fermezza dei valori democratici. A novant'anni dal suo sacrificio, è tempo che Lodi restituisca la patria a uno dei suoi figli più illustri e coraggiosi".

Marco Baratto

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