"Noi, come Gruppo regionale del Pd, lo avevamo detto a più riprese, ora lo certificano anche i dati ufficiali: la cancellazione del bonus per gli abbonati di Trenord e il passaggio al sistema dell’indennizzo è stato per la società di trasporto pubblico un affare milionario a scapito degli utenti”, lo sottolinea Roberta Vallacchi, consigliera regionale del Pd, dati alla mano.
In base ai numeri che ha fornito loro la stessa Regione nei giorni scorsi, dopo un accesso agli atti, i dem hanno, infatti, calcolato le cifre, partendo dall’origine. La cancellazione del sistema di rimborso automatico, in vigore da anni, è avvenuta con il primo gennaio 2024. Fino ad allora la performance di ogni linea ferroviaria regionale veniva valutata con un algoritmo che teneva conto dei ritardi oltre i 5 minuti e delle soppressioni, cioè le corse non effettuate. Quando i disservizi di una linea, in un mese, superavano un valore indice, agli abbonati veniva riconosciuto automaticamente uno sconto del 30% sul rinnovo dell’abbonamento. Dal primo gennaio 2024 le cose sono cambiate: via il bonus, è entrato in vigore l’indennizzo, calcolato questa volta sui ritardi di oltre 15 minuti anziché 5 e, inoltre, da richiedere espressamente a cura dell’abbonato, che si deve preoccupare di fare richiesta dopo avere verificato se la propria linea sia stata tra quelle inefficienti, verificandolo sul sito di Trenord. In questo momento, ad esempio, si può effettuare la richiesta relativa ai disservizi dello scorso novembre.
“Il risultato? Se nel 2023, attraverso i bonus, ai pendolari sono stati riconosciuti 5,74 milioni di euro in sconti sugli abbonamenti, nel 2024, unico anno finora completo, con il sistema degli indennizzi, sono stati restituiti loro esattamente 100.619,51. Un rapporto di 57 a 1. Inoltre, se nel 2023 i bonus erogati ai pendolari erano stati quasi 107mila, nel 2024 gli indennizzi sono crollati a 5.213. E per altro senza alcun miglioramento dell’efficienza, anzi, il dato di puntualità, comunicato da Trenord nel 2025, è all’83,8% contro la media del 90% di quello nazionale, stando ai numeri di Trenitalia”, fa presente Vallacchi.
“Insomma, la cancellazione del bonus, che la Regione aveva cercato di far passare come scelta obbligata, salvo poi venire smentita dall’Autorità di regolazione dei trasporti, è un grande affare per Trenord e un grande danno per gli utenti. Lo avevamo detto subito e siamo stati facili profeti. Ma va visto l’intero quadro. La Regione ha il compito di governare il trasporto ferroviario e di garantire un buon servizio per gli utenti, ma è anche proprietaria, per il 50%, di Trenord, che eroga il servizio grazie a un contratto che questa Giunta regionale ha assegnato senza gara, per 10 anni, nel 2023. Inoltre, con l’assegnazione, Palazzo Lombardia ha aumentato il corrispettivo regionale di 100 milioni di euro l’anno. Se mettiamo tutto sulla bilancia, si vede chiaramente che a Fontana e alla sua Giunta composta da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia interessano molto i bilanci di Trenord e molto meno i diritti dei pendolari”, conclude la consigliera Pd.
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