Per la prima volta dopo la sua apertura ufficiale, il centro culturale ricavato dalla diocesi laudense all'interno della chiesa di San Cristoforo ha offerto i suoi spazi per un incontro pubblico.
Ne hanno beneficiato i soci dell'Universita' delle Tre Eta', questa mattina, nell'ormai tradizionale 'lezione' annuale del vescovo, Maurizio Malvestiti, ai non piu' giovanissimi allievi.
Il tema ? Quel mirabile mistero di comunione che e' la chiesa, la comunita' dei credenti in Cristo.
Cosi' ne aveva parlato negli anni '60, durante il Concilio ecumenico Vaticano II, papa Giovanni XXIII rilanciando l'idea di fondo di una chiesa che, sotto la guida del suo pastore invisibile, e' in grado di restare fedele al suo cammino di testimonianza nel mondo.
E' quanti sono chiamati a fare, pur con le debolezze e le incertezze del momento, i credenti, vivente lezione di vita in Cristo.
Proprio in ragione di queste debolezze, la chiesa ha sempre bisogno di essere riformata, tema affidato al vescovo Maurizio.
Riformata in che termini ? Lo ha spiegato il prelato partendo dalle riflessioni di Agostino da Ippona e da quanti nel corso dei secoli si sono confrontati nella chiesa sulla questione.
Si tratta non soltanto di tornare di volta in volta alla sua forma primigenia, ma di sapersi modificare sempre in meglio per rispondere alla sua missione basilate: annunciare Cristo al mondo con la fede e le opere.
Come ? Lasciandosi guidare da quella presenza divina che la sottende.
Meta prioritaria anche oggi: essere esempio di unicita' e cattolicita', oltre le divisioni storiche del momento.
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