È stato pubblicato il bando di gara per l’acquisizione del secondo acceleratore lineare per il trattamento radioterapico di tumori e metastasi. La previsione è che venga installato presso il presidio di Casalpusterlengo, in Radioterapia, entro la fine dell’anno.
Sarà una tecnologia gemella dell’apparecchiatura già in attività da qualche mese (grazie ad un investimento di 2,9 milioni di euro) in via Fleming.
Con la nuova acquisizione (il finanziamento regionale sarà analogo), l’ASST di Lodi avrà due dei 4 acceleratori lineari, di ultimissima generazione, più all’avanguardia in Italia.
Di fatto l’Ospedale di Casalpusterlengo si attesterà (in parte già lo è) al top dei presidi lombardi, con gli standard più moderni e avanzati.
Il nuovo sistema tecnologico, come quello attualmente in attività, segnala con precisione e in tempo reale l’area della lesione tumorale da aggredire e consente una irradiazione che colpisce, con grande accuratezza, esclusivamente il distretto malato, anche grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale e alle possibilità di ricostruzione degli organi in 4D. Il sistema inoltre permette di risparmiare i tessuti e gli apparati adiacenti non compromessi dal tumore.
Per ogni procedura (che in genere dura dai 15 ai venti minuti) sono impegnati un medico e due tecnici. Vale la pena ricordare la velocità di trattamento che permette la nuova tecnologia (un terzo del tempo tradizionalmente impegnato)
Sono 600 i pazienti trattati nel 2025: erano 345 nel 2018 e solo 146 nel lontano 2010. Il balzo in avanti è dunque notevolissimo.
Ma per quali patologie oncologiche si utilizza l’acceleratore? “Essenzialmente per i tumori primari che coinvolgono mammella, polmone, fegato, colonna vertebrale, prostata e pancreas, retto e molti altri - ricorda Roberto Tortini, primario della Radioterapia -. Inoltre l’acceleratore è uno strumento prezioso nel trattamento dei tumori secondari che colpiscono polmone, fegato, colonna vertebrale, ossa, ghiandola surrenale, linfonodi e altri siti. Risultati promettenti sono emersi anche nella gestione di tumori benigni non cancerosi. Ultimo scopo, ma non per importanza, l’effetto antalgico”,
Nelle ultime settimane sono stati implementati, sull’apparecchiatura attualmente utilizzata software, importanti e decisivi per l’ottimizzazione dei trattamenti. E’ stata arricchita, inoltre, la dotazione di presidi, ausili, supporti per rendere il più possibile efficaci le procedure di radioterapia e per garantire il massimo comfort al malato.
“Seguiamo il paziente dall’A alla Z – sottolinea il primario – non lo lasciamo mai solo. Da quando lo prendiamo in carico ci preoccupiamo noi della programmazione delle sedute e di tutto ciò che riguarda i diversi step terapeutici che lo riguardano”.
“L’arrivo del secondo acceleratore – sottolinea Guido Grignaffini, Direttore Generale dell’ASST - ci permetterà di offrire, ancora di più, cure sempre più personalizzate e di consolidare il ruolo dell’Ospedale di Casalpusterlengo come punto di riferimento per la radioterapia per i pazienti del territorio e non solo”.
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