L’ASST di Lodi è impegnata da qualche tempo nella riorganizzazione dell’assetto assistenziale del Pronto Soccorso del Maggiore.
Intanto, da una quarantina di giorni, la nuova coordinatrice della struttura, diretta da Stefano Paglia, è Eni Bardhi, da 10 anni porofessionista in questa area e formatrice regionale, in particolare, nell’ambito degli operatori di triage.
“Da qualche settimana in Pronto Soccorso, al Maggiore – racconta Giorgio Milesi, responsabile infermieristico emergenza/urgenza dell’ASST – è stata introdotta la figura del flussista, un operatore infermieristico che aiuta nella gestione del flusso dei pazienti e contribuisce ad evitare criticità legate al sovraffollamento e all’accesso in PS”.
Il professionista, formato ad hoc, è impegnato quotidianamente nella fascia oraria diurna: nelle prossime settimane si prevede l’integrazione di un ulteriore addetto.
Eni Bardhi ricorda come da tre anni, circa, sono stati definiti e introdotti i PPCI, i protocolli di presa in carica infermieristica.
Interessati a questa procedura sono i pazienti che accedono in Pronto Soccorso per dolore toracico, dolore addominale, trauma minore.
La presa in carico infermieristico consente di anticipare alcuni esami e indagine diagnostiche, che saranno poi refertati dal medico, e di ottimizzare il tempo di attesa in PS: elettrocardiogrammi, prelievi ematochimici ed esami di laboratorio, richieste radiografiche.
“Il flussista – spiega Eni Bardhi – ha anche l’obbiettivo di favorire e incrementare la presa in carico infermieristica”.
I risultati di questa attività sono rilevanti: li sottolineano sia la coordinatrice che Milesi.
Sul totale dei pazienti che accedono in PS per dolore toracico, ad esempio, il 98% è oggetto di PPCI: l’80% di essi viene poi dimesso con una riduzione di 90 minuti della permanenza in Pronto Soccorso.
Vale la pena ricordare che gli accessi al PS del Maggiore sono circa 60,000 all’anno.
Vanno nella direzione della qualificazione dell’organizzazione infermieristica del PS i numerosi pacchetti formativi messi in campo a disposizione degli operatori. Tra le figure su cui si sta maggiormente investendo, in termini formativi, c’è l’infermiere di triage.
All’ordine del giorno anche nuove progettualità (se ne sta discutendo in questo periodo) che interesseranno soggetti che accedono in Pronto Soccorso con trauma cranico lieve, Con il supporto di procedure e tecnologie si potranno evitare indagini impegnative come la Tac e i tempi d’attesa dell’esame.
La novità concreta che già si staglia per le prossime settimane è, invece, un concorso per infermiere da introdurre esclusivamente in PS: il bando dovrebbe essere pubblicato nella seconda metà di aprile. “Stiamo lavorando - dicono Milesi e Bardhi – per garantire un giusto equilibrio in un ambiente spesso segnato da non poche sfide umane e professionali”.
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