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AMBULATORIO DI ECCELLENZA

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Mercoledì 15 Aprile 2026

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“Il glaucoma - ricorda Paolo Amato, oculista dell’Ospedale di Lodi – è la seconda causa di ipovisione irreversibile (la prima è la maculopatia)”.

Il Maggiore, con i suoi numeri e con l’ambulatorio dedicato alla patologia, spesso associata ad un aumento della pressione intraoculare, è in questo ambito un centro di eccellenza.

Qualche numero. Nel mondo si stima che oltre 76 milioni di persone siano affetti da glaucoma e si prevede che questo numero supererà i 110 milioni entro il 2040.

In Italia si calcola che circa un milione di persone convivano con la malattia, ma solo la metà ne è consapevole, con una prevalenza che aumenta con l’età, superando il 10% negli over 70.  L’altra metà non ha ancora ricevuto una diagnosi.

“I fatto è - spiega Amato – che il glaucoma, definito il ladro silenzioso della vista, ha una evoluzione subdola ed è asintomatico nella fase iniziale”.

La diagnosi si basa su una visita oculistica che comprende la misurazione della pressione intraoculare, l’esame del nervo ottico, la valutazione dello spessore corneale e l’analisi del campo visivo computerizzato,

Valutati poi, anche, alcuni fattori di rischio come la familiarità, la miopia elevata o ipermetropia marcata, alcune malattie sistemiche (diabete, ipertensione, patologie vascolari).

La prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali, per non fare aggravare la patologia.

L’ambulatorio dell’Ospedale di Lodi ha in carico e in trattamento 600 pazienti; il 10% sono stati interessati ad un percorso chirurgico.

“Il trattamento mira a ridurre la pressione oculare – sottolinea l’oculista - per fermare o rallentare la progressione del danno”.

La terapia medica farmacologica con colliri ipotonizzanti sono solitamente la prima linea di difesa. Quando ciò non fosse sufficiente si interviene con la laser terapia. Se anche con questa non si hanno benefici si interviene, nei casi più avanzati e resistenti, chirurgicamente.

Nell’ultimo anno sono stati 160 gli interventi: più del doppio rispetto a quelli dell’anno precedente. “Viene utilizzata la tecnica tradizionale (trabeculectomia) o si segue un approccio chirurgico mini invasivo che riduce il tasso di complicanza”, osserva Alessio Delfino, direttore della struttura.

“Sono trattamenti in day hospital – ricorda il primario di Oculistica -. Il paziente entra in sala operatoria la mattina e viene dimesso nel pomeriggio, con il necessario controllo il giorno successivo. Ciò nondimeno – aggiunge Delfino - i pazienti che arrivano in gran parte dal lodigiano, ma anche da fuori provincia, devono essere seguito nel tempo”.

Vale la pena ricordare che la struttura di Oculistica dell’ASST (coordinatrice Cristiana Sergiampietri) opera sia a Lodi che a Codogno (a Sant’Angelo soltanto con una offerta prettamente ambulatoriale). Ogni anno registra 3.500 interventi di cataratta; 3.000 iniezioni intravitreali; 50 trapianti di cornea e tessuti (uno alla settimana, circa).

 

(Nella foto da sinistra: Alessio Delfino, Cristiana Sergiampietri, Paolo Amato)

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