“Basta vincoli imposti dall’alto: l’Europa cambi rotta, prima il futuro dei nostri giovani”.
Il Coordinatore Regionale della Lega Giovani Matteo Mauri e quello Provinciale di Lodi Emanuele Gimondi intervengono nel dibattito economico sostenendo con forza la linea espressa da Matteo Salvini: in questo momento di crisi reale, è il carrozzone dell’Unione Europea che deve mettersi al passo coi tempi e cambiare le regole del patto di stabilità.
“Non possiamo più accettare – dichiarano – che regole calate dall’alto impediscano al nostro Paese di aiutare concretamente giovani, famiglie e imprese. Con queste leggi, in piena crisi, è come combattere con le mani legate dietro la schiena.”
La Lega Giovani rilancia quindi una richiesta chiara: rivedere profondamente il patto di stabilità, restituendo agli Stati la libertà e l’autonomia di intervenire.
“Non si può lasciare un Paese senza strumenti mentre la crisi morde” proseguono i due. “Bruxelles smetta di difendere la grande finanza e inizi ad ascoltare i popoli.”
Nel mirino anche il Green Deal europeo. “Mentre si trovano miliardi per progetti ideologici e lontani dalla realtà come il green deal, si bloccano le risorse per sostenere l’economia reale e il nostro futuro. Una visione ideologica che fa scappare le nostre imprese fuori dalla comunità europea, mentre continuiamo a importare clandestini che si traducono in manodopera a basso costo, creando concorrenza a ribasso sul mercato del lavoro.”
Da qui una posizione netta, in pieno stile autonomista: “È il momento di tornare a decidere a casa nostra. Basta centralismo europeo che sovrasta la volontà popolare e interferisce con le scelte di chi è eletto dai cittadini – concludono i giovani leghisti. Noi stiamo con chi lavora, non con i palazzi. L’Europa deve essere uno strumento, non un padrone.”
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