C’è una struttura, nell’architettura dell’ASST di Lodi, che è fondamentale per l’organizzazione ospedaliera e nell’offerta di salute: è l’Unità di Cure Subacute.
Ha sede a Casalpusterlengo, al quinto piano riqualificato del presidio ospedaliero e si occupa della presa in carico di pazienti dimessi dai reparti per acuti che necessitano di un ulteriore periodo di assistenza ospedaliera, prima del rientro al domicilio o del trasferimento presso altre strutture sanitarie e assistenziali.
“Accogliamo pazienti con bisogni clinici differenti” spiega Paolo Astrone, il responsabile medico dell’Unità. Tra essi chi deve completare le terapie (ad esempio antibiotiche) con necessità di stabilizzazione; chi deve recuperare dopo un intervento chirurgico (come nel caso di fratture con limitata capacità di mobilizzazione), per essere pronti a trattamenti riabilitativi. Oppure coloro per i quali è necessario un percorso di dimissione protetta, con un addestramento dei caregiver.
“Insomma operiamo per favorire il rientro a domicilio nelle migliori condizioni possibili”, aggiunge il medico.
“I nostri pazienti sono prevalentemente anziani: gli over 80 sono la stragrande maggioranza (tra il 70 e l’80%). Per questo siamo attenti all’aspetto clinico ma anche a quello sociosanitario, per far fronte alle sue fragilità e a quelle della sua famiglia”, racconta Giovanni Floriddia, coordinatore infermieristico del reparto.
“A volte sono pazienti difficili – continua - in declino cognitivo, per i quali l’assistenza non è semplice. La preoccupazione maggiore è quella di far loro recuperare l’equilibrio migliore e più sostenibile possibile”.
Al momento della dimissione, ma anche nella fase della degenza, la struttura si adopera per attivate, se indispensabile, l’assistenza domiciliare Integrata (l’ADI) oppure l’home visiting di un infermiere dedicato che verifica l’aderenza terapeutica del paziente, le sue condizioni di salute, il setting di cura domestico.
L’Unità di Cure Subacute è accreditata per 20 posti letto.
Nel 2025 sono stati 206 i pazienti dimessi (nei primi due mesi di quest’anno 37). La degenza media, sempre nello scorso anno, è stata di 27,7 giorni (l’anno precedente era stata di quasi quattro punti in più). Tra gennaio e febbraio del 2026 si è attestata, invece, a quota 24,2 giorni.
Il personale impegnato comprende 4 medici (due geriatri, un nefrologo e un fisiatra). Nell’ultimo anno, insieme al personale assistenziale, hanno avviato, fra l’altro, un ambulatorio geriatrico finalizzato alla promozione dell’invecchiamento attivo che mira a mantenere l’autosufficienza, il benessere fisico-mentale e l’inclusione sociale, contrastando la solitudine e valorizzando il potenziale degli anziani.
Impegnati presso l’Unità anche 9 infermieri altamente qualificati che si occupano della valutazione clinico-assistenziale, in particolare dei pazienti cronici, e 10 OSS che garantiscono, fra l’altro, una cura attenta e personalizzata del paziente, attraverso l’igiene quotidiana, la cura dell’aspetto (capelli, unghie) e interventi mirati al benessere psico-fisico, contribuendo anche alla prevenzione delle infezioni.
“Anche per tutto ciò le Cure Subacute di Casalpusterlengo sono molto di più di un luogo di degenza”, sottolineano Astrone e Floriddia,
Numerosi gli encomi pervenuti alla struttura, alcuni anche toccanti. Le storie sono diverse, “come quella di un uomo senza famiglia e senza fissa dimora, con una neoplasia già in fase avanzata, per il quale ci siamo adoperati tutti, da noi ma anche in tutta la sua degenza per acuti, per attivare un percorso che gli consentisse una giusta e dignitosa accoglienza e ospitalità in comunità”, ricordano lo specialista e il coordinatore.
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