È stato approvato, in consiglio regionale, il progetto di legge sulle ‘Determinazioni delle aree idonee alla realizzazione di impianti da fonti rinnovabili’, con il voto di astensione del gruppo regionale del Pd.
“Si tratta di un provvedimento necessario, atteso da tempo, ma con troppe criticità: non sono tutelati a sufficienza i suoli agricoli di pregio, non ci sono limiti per bilanciare le installazioni nei diversi territori, il che comporta il rischio che alcune aree, come la nostra, siano molto più sacrificate di altre, non c’è una vera incentivazione all’installazione degli impianti su suolo e superfici già urbanizzate. Ma soprattutto avevo presentato un emendamento che poneva come limite provinciale della Sau, la Superficie agricola utilizzata, lo 0,8, come quello regionale, e invece la maggioranza ha confermato il limite del 2% per le province. Questo significa che i territori di pianura saranno bersagliati dalle richieste e riempiti di pannelli”, fa sapere Roberta Vallacchi, consigliera regionale del Pd.
“Ritengo, dunque, che a livello regionale si sia persa una grande occasione, non solo perché abbiamo a che fare con un provvedimento che manca di coraggio, ma anche perché colpirà prevalentemente le province più vocate all’agricoltura, che hanno territori vasti, come Lodi, Mantova, Cremona e Pavia. Si tratta di aree con terreni agricoli di grande pregio e fertili”, aggiunge la dem.
“Emerge, così, la prima grande contraddizione della destra che, nonostante decanti quotidianamente la bontà della nostra agricoltura, poi la colpisce nel suo elemento principale, cioè il terreno, senza il quale non è possibile fare alcuna coltivazione, alcuna produzione. La scelta di privilegiare quello agricolo rispetto ad altre superfici già utilizzate, come le aree dismesse o da bonificare, tetti, corridoi autostradali, è di fatto la più semplice, non solo perché ci sono distese vergini che possono essere facilmente sfruttate, ma anche perché le difficoltà e le carenze di prospettive che vive gran parte del mondo agricolo porta gli agricoltori, interpellati da multinazionali che vogliono realizzare questi campi, ad avere un atteggiamento disponibile. E tutto questo avviene proprio nelle ore in cui Confagricoltura sta denunciando, a causa della chiusura dello stretto di Hormuz, la peggiore crisi alimentare di questi decenni. E sta dicendo che il controllo della sicurezza alimentare, di tutta la catena degli approvvigionamenti, sta diventando un fattore fondamentale. Per questo oggi l’agricoltura è la sicurezza nazionale del Paese. Trovo perciò sbagliato spingere le aziende a risolvere i propri problemi convertendo i campi in grandi distese di pannelli fotovoltaici”, precisa Vallacchi.
“Questo non significa che lo sviluppo di impianti da energie rinnovabili non sia anche per me essenziale per la piena attuazione della transizione ecologica. Non possiamo lasciare questa importante partita in balia del mercato: sarebbe servita una vera programmazione pubblica. Ma il modo è completamente sbagliato, perché si rischia di creare altri danni”, spiega la consigliera Pd.
“L’unica soddisfazione è l’approvazione di un mio ordine del giorno in cui si invita la Giunta regionale a promuovere la creazione e il consolidamento di una filiera regionale e nazionale integrata della produzione – attualmente Italia ed Europa dipendono dalla produzione dei Paesi asiatici, per la stragrande maggioranza dalla Cina –, del recupero, del riutilizzo, del trattamento e del riciclo dei pannelli fotovoltaici. La mia proposta chiede di sostenere accordi di programma, bandi regionali e partenariati pubblico-privati per la realizzazione in Lombardia di impianti industriali dedicati al recupero e al riciclo dei moduli fotovoltaici a fine vita, promuovere iniziative di ricerca e innovazione finalizzate alla riduzione dell’impatto ambientale dei pannelli fotovoltaici, favorire forme di collaborazione con università, centri di ricerca, operatori industriali e consorzi specializzati nella gestione dei Raee, promuovere iniziative volte al rafforzamento della filiera produttiva europea dei pannelli fotovoltaici”, conclude Vallacchi.
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