L’ASST di Lodi è stata premiata dalla Fondazione Trapianti, soggetto che opera per favorire “il progresso scientifico della medicina dei trapianti, l’informazione e l’educazione sanitaria nonché la diffusione della cultura della donazione”,
All’ASST diretta da Guido Grignaffini è stata assegnata la “Stella della Donazione 2025”: il riconoscimento va ogni anno alle strutture ospedaliere del Servizio Sanitario regionale lombardo impegnate “nella gestione dei processi di donazione e trapianto”.
L’attestato è stato consegnato nel corso di un evento promosso a Palazzo Pirelli, a Milano, alla presenza di diverse autorità di Regione Lombardia, fra gli altri il Presidente del Consiglio Regionale Federico Romani e Laura Chiappa della Direzione Generale Welfare (il Presidente Attilio Fontana ha mandato un videomessaggio). È stato ritirato dal Direttore Generale dell’ASST, accompagnato per l’occasione da Matilde Riboldi, responsabile infermieristico del COP, il Coordinamento Ospedaliero di Procurement di organi e tessuti dell’azienda socio sanitaria lodigiana, e da Andrea Filippin, Direttore Medico di Presidio del Maggiore. Era purtroppo assente, per altri impegni sopraggiunti, Leonardo Castellazzi, terapista intensivista dell’ospedale di Largo Donatori del Sangue.
La “Stella della Donazione” è stata conferita all’ASST “quale riconoscimento per l’impegno dimostrato sul piano clinico-organizzativo a sostegno dell’attività di donazione di organi e tessuti a scopo di trapianto”.
La Fondazione Trapianti ha confermato l’importanza del “ruolo della struttura lodigiana all’interno della rete trapiantologica e il significativo lavoro dei professionisti, con il raggiungimento di importanti risultati e l’avvio di interessanti attività progettuali nell’ambito della formazione e delle iniziative per lo sviluppo della cultura della donazione”.
Qualche numero che interessa l’attività di Lodi. Nel 2025, oltre 200 cornee prelevate; due donazioni multiorgano (fegato e rene) e multi tessuto. Avviate anche due procedure di prelievo di polmone a cuore fermo: una non riuscita per l’opposizione dell’avente diritto; una seconda che ha avuto, invece, esito positivo. Per l’occasione è intervenuto per l’espianto dell’organo, una équipe della chirurgia toracica del Policlinico di Milano.
Il protocollo per la gestione del potenziale donatore a cuore fermo di polmone è stato introdotto a Lodi lo scorso anno. La procedura è stata valutata e utilizzata nei due casi ricordati.
“Abbiamo dimostrato e confermato – spiegano Leonardo Castellazzi e Matilde Riboldi - che è possibile organizzarla e raggiungere l’obiettivo, con il coinvolgimento degli infermieri e dei medici di strutture come il Pronto Soccorso, l’Anestesia e Rianimazione, la Radiodiagnostica, il Laboratorio, le sale operatorie: un buon segno per tutti, per la struttura e l’organizzazione ospedaliera”.
Nonostante siano molte le iniziative messe in campo dal COP, soprattutto nelle scuole, con AIDO, “c’è ancora tanto da lavorare per far crescere questa cultura, per far elaborare consapevolmente la decisione di donare: un atto di generosità e solidarietà – ribadiscono i due professionisti dell’ASST – che salva vite, che consente a malati, con patologie che richiedono un trapianto d’organo, di avere un’altra opportunità, un’altra chance di vivere una vita piena”.
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