Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il Ministero della Salute, ha concluso la campagna nazionale di controllo sulla commercializzazione, anche attraverso il web e i social network, degli alimenti destinati agli animali da compagnia.
L'attività, svolta dal 23 marzo al 30 giugno scorsi, ha interessato l'intero territorio nazionale e ha visto impegnati i Nuclei Antisofisticazioni e Sanità (NAS) in una mirata azione di vigilanza sul settore del pet food, con particolare attenzione alla vendita online, all'etichettatura dei prodotti, alla tracciabilità delle materie prime, ai requisiti igienico-sanitari degli stabilimenti e alla regolarità delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente.
L'operazione ha consentito di eseguire 275 ispezioni, delle quali 58 hanno evidenziato irregolarità, pari a circa il 21% dei controlli effettuati.
Complessivamente sono state 56 persone segnalate alle Autorità amministrative e sanitarie; 4 violazioni penali accertate, riconducibili prevalentemente a frode nell'esercizio del commercio e falsità documentali; 88 violazioni amministrative contestate; elevate sanzioni amministrative per complessivi 129.773 euro.
Sul piano cautelare sono stati inoltre sequestrati oltre 60.800 chilogrammi di alimenti destinati agli animali da compagnia; sottoposte a blocco 200.790 confezioni di pet food; sequestrati anche 15 medicinali veterinari; sospese 2 attività produttive per gravi carenze igienico-strutturali e autorizzative.
Il valore economico complessivo dei sequestri e delle attività sospese ammonta a circa 1,7 milioni di euro, di cui oltre 934 mila euro riferiti ai prodotti sequestrati e circa 700 mila euro alle strutture interessate dai provvedimenti di sospensione.
Le verifiche hanno evidenziato criticità diffuse lungo tutta la filiera produttiva e commerciale del settore. Le violazioni più ricorrenti hanno riguardato 32 casi di irregolarità nell'etichettatura dei mangimi; 17 violazioni relative a carenze igienico-strutturali e all'inosservanza delle procedure di autocontrollo; 15 violazioni concernenti la mancata notifica alle Autorità competenti, carenze igieniche e procedure di autocontrollo; numerose irregolarità nella gestione dei sottoprodotti di origine animale (SOA) e nei relativi processi di trasformazione; 4 episodi riconducibili a frodi alimentari e falsità; 3 violazioni riguardanti l'identificazione degli animali da compagnia.
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