Il 15 settembre l’Associazione Luca Coscioni depositerà, presso il Consiglio regionale della Lombardia, le firme raccolte a sostegno della proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi subito”, che chiede di garantire tempi e procedure certi per la verifica delle condizioni e l’attuazione del suicidio medicalmente assistito.
Sono oltre 15.000 le firme raccolte, a fronte delle 5.000 necessarie per presentare la proposta di legge: più del triplo della soglia prevista.
Il deposito arriva a pochi giorni dalla morte di Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da sclerosi multipla, il cui percorso per ottenere l’accesso al suicidio medicalmente assistito si è concluso all’interno del Servizio sanitario regionale lombardo dopo 290 giorni, oltre nove mesi, dalla presentazione della richiesta.
La storia di Domenico ha evidenziato il problema dei tempi delle procedure. Dopo la richiesta presentata nel novembre 2025, sono seguiti mesi di attesa, solleciti e diffide, fino al ricorso d’urgenza al Tribunale presentato dal suo team legale, coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.
La Commissione medica multidisciplinare aveva accertato già il 18 maggio 2026, a maggioranza, la sussistenza dei quattro requisiti indicati dalla Corte costituzionale per l’accesso al suicidio medicalmente assistito, individuando anche le modalità per procedere. La relazione era stata trasmessa al Comitato etico il 20 maggio.
Domenico aveva chiesto all’Associazione Luca Coscioni di rendere pubblica la propria storia perché sperava che potesse essere utile anche ad altri. Raccontare quali ostacoli ha incontrato e quale strada è riuscito ad aprire significa fare esattamente questo. Nei mesi scorsi aveva detto: “Ho perso le speranze in un esito positivo e in tempi ragionevoli per la mia situazione. Vivo una condizione di continua, insopportabile e inaccettabile sofferenza. Sono stanco, non ne posso più”.
La proposta “Liberi subito” nasce proprio dalla necessità di garantire che il percorso previsto dalla sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale possa essere attuato attraverso procedure uniformi e senza ingiustificati ritardi, affinché ogni persona non debba affrontare un iter differente.
In Lombardia una prima proposta di legge regionale di iniziativa popolare sul tema era stata depositata nel gennaio 2024 con 8.000 firme, superando la soglia minima di 5.000 sottoscrizioni. Nel novembre dello stesso anno era stata però bloccata in Aula con l’approvazione di una questione pregiudiziale di costituzionalità, sulla base della presunta competenza esclusiva dello Stato a legiferare in materia.
La successiva sentenza n. 204 del 2025 della Corte costituzionale, relativa alla legge regionale toscana, e la recentissima sentenza n. 148 del 2026 hanno chiarito la possibilità per le Regioni di intervenire sulla disciplina degli aspetti organizzativi e procedurali relativi all’accesso al suicidio medicalmente assistito. Da qui la nuova raccolta firme per ripresentare la proposta in Lombardia, attraverso un testo di legge arricchito dalle indicazioni della Corte costituzionale.
Era ricoverato a San Giovanni Rotondo, in Puglia, per...
E' accaduto nel Cremonese; le forze dell’ordine stanno...
Un uomo di 57 anni di Vescovato ha improvvisamente perso...