Lo scorso febbraio a Codogno un mezzo agricolo ha inavvertitamente tranciato una condotta idrica. I tecnici di SAL hanno attivato il mutuo soccorso attraverso la dorsale che collega la città alla nuova centrale di Castelgerundo e l’acqua ha continuato ad arrivare nelle case, con disagi limitati a temporanei cali di pressione.
È sotto questa luce che va inquadrato il nuovo investimento di SAL, la Società Acqua Lodigiana, da 340 mila euro per realizzare una nuova stazione di rilancio in via Anna Fank a Casalpusterlengo; ultimo tassello di un progetto da 7milioni di euro, avviato con il rinnovo e il potenziamento della centrale dell’acqua di Castelgerundo. Il nuovo impianto porterà a regime l’interconnessione con il sistema acquedottistico di Castelgerundo che comprende anche i comuni di Caselle Landi, Castelnuovo Bocca d’Adda, Codogno, Corno Giovine, Cornovecchio, Fombio, Guardamiglio, Maccastorna, Maleo, Meleti, San Fiorano, San Rocco al Porto e Santo Stefano Lodigiano.
La stazione di rilancio, dotata di un serbatoio da 230 metri cubi, avrà due funzioni: integrare il lavoro della storica centrale di potabilizzazione di via Cadorna e supportare l’erogazione dell’acqua ai cittadini di Casalpusterlengo anche in caso di emergenze, come guasti o blackout. I lavori, iniziati a marzo, hanno permesso di concludere la fase delle opere murarie; ora si procede con le opere elettromeccaniche e idrauliche. La conclusione è prevista per la prossima primavera.
L’intervento serve a completare il progetto avviato con la centrale di Castelgerundo, rinnovata e potenziata nel 2024, e che comprendeva anche la realizzazione della dorsale idrica verso Codogno e Casalpusterlengo. A regime, il sistema interconnesso servirà oltre 50mila abitanti: quelli dei 13 Comuni del sistema di Castelgerundo, a cui si aggiungono Codogno e Casalpusterlengo.
“Con questa stazione di rilancio completiamo un collegamento strategico per tutto il Basso Lodigiano – dichiara Vittorio Codeluppi, presidente di SAL –. Interconnettere gli impianti significa avere più flessibilità nella gestione quotidiana del servizio, ma soprattutto poter contare su un presidio sicuro quando si verificano situazioni di emergenza, come per esempio un blackout: se una centrale si ferma temporaneamente per mancanza di energia elettrica, l’acqua può arrivare da un’altra. È la strategia che stiamo portando avanti in tutta la provincia, per un servizio idrico sempre più resiliente”.
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