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AREA OMOGENEA PER LA SANITA' CREMASCA

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Lunedì 29 Giugno 2020

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E' ormai chiaro a tutti che il modello di sanità sviluppato negli anni nella nostra Regione vada rivisto perché inefficacie ed inefficiente, in particolare nelle emergenze.

Serve una medicina di prossimità, diffusa, territoriale, con infermieri di famiglia, il potenziamento della figura dei medici di base, uno sviluppo integrato dell'assistenza domiciliare, con la creazione di laboratori di diagnosi (fondamentali per garantire il processamento dei tamponi) più diffusi sul territorio; ancora, uno sviluppo di osservatori epidemiologici, che sappiano guidare le azioni delle ASST, coerentemente con la situazione epidemiologica di ogni territorio, oltre che, sulla base di quest'ultima, sviluppare specializzazioni mediche ed una rete specifica per ogni territorio di prevenzione ed informazione. Non da ultimo, non è più rinviabile un nuovo assetto di coordinamento, ad oggi fallimentare, della ATS con i territori.

Tutto ciò per porre le basi di un Presst sul territorio Cremasco, sfruttando anche altri immobili oltre a quelli già in uso.

Di qui la mozione del M5S Cremasco

"Il Consiglio Comunale impegna la Giunta del Comune di Crema

1) a farsi capofila dell’area omogenea cremasca, in accordo col Presidente Aldo Casorati e con il Direttore Generale della nostra ASST Germano Pellegatta, per assicurare, consolidare e soprattutto rafforzare, anche attraverso l’utilizzo di altri immobili oltre a quelli già in uso, l’autonomia della nostra ASST, con richieste di risorse economiche ed umane che devono tenere necessariamente in considerazione anche il nostro territorio all’interno della Provincia di Cremona;

2) a perseguire, confrontandosi con Regione Lombardia, ATS Valpadana e ASST di Crema  il seguente obiettivo:

Revisione della Legge Regionale 23/2015, in considerazione della inefficace integrazione socio-sanitaria, che era uno degli obiettivi principali di tale legge, al fine di consentire una riorganizzazione del sistema socio sanitario regionale che si ponga le seguenti priorità:

Potenziamento della medicina territoriale e di comunità

a) La Medicina di Base da riorganizzare, con l'obbiettivo di creare gruppi di lavoro associati di medici di famiglia, che garantiscano assistenza continuativa durante tutto il giorno, tutti i giorni della settimana, dotati di servizi di segreteria, personale infermieristico e socio-assistenziale. Questi presidi, aggregazioni di più medici e specialisti, devono poter svolgere esami diagnostici di base sia di laboratorio che strumentali (ECG, ecografie e quant’altro), e riappropriarsi della cura della cronicità. È necessario prevedere team medici e infermieristici che possano poi avere consulenze con specialisti con l’obiettivo di curare sul territorio e limitare gli accessi all’ospedale. È indispensabile potenziare la telemedicina.

b) Dipartimenti di Prevenzione e Igiene Pubblica con compiti di coordinamento delle attività preventive sul territorio, in stretta collaborazione con i Comuni, valorizzando le comunità locali, fino ad ora marginalizzate.

c) Servizi sociosanitari territoriali: serve un potenziamento in termini di personale e di spazi adeguati per i servizi che nella comunità sono a supporto di fasce vulnerabili e fragili della popolazione, con particolare riferimento all’area della salute mentale, delle dipendenze, della disabilità, della cronicità e delle attività consultoriali

d) L’Assistenza Domiciliare sociosanitaria (ADI, SAD) va adeguata alla domanda. Non può rimanere stabile l’offerta di servizi domiciliari a fronte di una domanda in continua crescita per l’invecchiamento della popolazione e l’impoverimento della rete familiare di supporto.

e) Riorganizzazione degli Ospedali: devono rimanere il polo per le emergenze e le pratiche mediche importanti e complesse (grande chirurgia, terapie avanzate); perché ciò avvenga è necessario l’adeguamento del personale e dei posti letto: va aumentata la disponibilità di posti di Terapia Intensiva, adeguandosi a standard europei e creare aree di assistenza sub-intensiva nei vari reparti specialistici, inclusa la Medicina Generale. Va potenziato il sistema Pronto Soccorso – Medicina d’Urgenza con adeguamento degli organici dedicati e delle strutture, al passo con i tempi.

Va allargata l’area dedicata alla Infettivologia per l’adeguato isolamento di pazienti infetti con varia eziologia ed in particolare i pazienti Covid19.

Vanno previsti spazi di espansione della degenza durante i periodi critici, quali ad esempio le influenze stagionali, che ogni anno creano problemi alla organizzazione ospedaliera.

f) Adeguamento delle Strutture Socio-Sanitarie Extraospedaliere (RSA, cure intermedie, riabilitazione ecc).

L’invecchiamento della popolazione rende necessario un adeguamento della rete che si occupi degli anziani in fase post-acuta, riabilitativa e di cronicità. Serve un adeguamento dei finanziamenti regionali, fermi da più di dieci anni, e riconoscimento, in accordo con le forze sociali, con i medici e con il personale infermieristico, di uno status economico e giuridico comparabile agli ospedalieri.

g) Pianificare nuovi  Laboratori Diagnostici e rafforzare gli esistenti.

Concentrare lo sforzo economico ed organizzativo anche all’acquisto e all’adeguamento delle attrezzature di laboratorio per l’analisi RT-PCR dei tamponi, coinvolgendo tutti gli ospedali del territorio  già dotati di laboratorio di analisi molecolare, prevedendone e anche l'apertura di nuovi.

Reperire nuovo personale con lauree tecnico scientifiche e competenze professionali di laboratorio (biologia, biotecnologie, CTF, tecnici di laboratorio biomedico), che in questo momento si stanno dedicando ad altre professioni, che si trovano all’estero o che sono in pensione e rientrerebbero volentieri in questo momento di difficoltà e riorganizzazione del nostro sistema sanitario".

Il Consigliere Comunale del "MoVimento 5 Stelle" Manuel Draghetti

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