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CINGHIALI, LA REGIONE INTERVENGA SUBITO

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Giovedì 06 Dicembre 2018

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Patrizia Baffi, consigliere regionale del Pd, torna nuovamente sul problema della presenza dei cinghiali, scrivendo all’assessore all’Agricoltura Rolfi e ponendo l’accento su alcune precise questioni: “Ci sono due temi di fondo che vorrei la Regione mi chiarisse – spiega il consigliere Pd –: intanto, da quando il servizio di vigilanza è stato volutamente lasciato dall’assessore precedente alle Province, si pone un problema di personale che si occupa degli aspetti venatori, in particolare nelle piccole province come quella di Lodi. E la carenza di risorse accentua questa difficoltà: pochi agenti che si devono far carico di fin troppi compiti. Secondo aspetto, che si lega al primo, una recente sentenza della Corte Costituzionale impedisce ai cacciatori abilitati di effettuare i piani di abbattimento delle specie animali selvatici, quindi anche dei cinghiali. Se fosse vero anche per la Lombardia, significherebbe che non ci si potrebbe neanche avvalere del contributo del mondo venatorio. E nella lettera invito Rolfi a intervenire a livello governativo per risolvere il problema da un punto di vista normativo”.

Nella lettera Baffi entra più specificatamente nel merito: “I problemi legati al trasferimento delle deleghe in materia di caccia e pesca, fortemente voluto dal tuo predecessore, stanno mostrando tutte le loro criticità. E questo perché da un lato la programmazione venatoria e la struttura tecnico-amministrativa sono state trasferite alla Regione, dall’altro la vigilanza è rimasta in capo alle Province”.

Il consigliere Pd riconosce il fatto che sia in corso una trattativa tra Regione e amministrazioni provinciali per “definire un quadro preciso di uomini e risorse rispetto alla presenza certa sul territorio di figure che contrastino efficacemente la presenza di cinghiali, ma la situazione non è omogenea in tutte le provincie lombarde: quelle più piccole sono in sofferenza, dal punto di vista del personale. Ad esempio, a Lodi una convenzione ha unificato la collaborazione tra polizia provinciale e locale. È evidente che gli impegni per questi agenti sono tanti”.

Ecco perché nella lettera Baffi chiede a Rolfi “un intervento per fare in modo che nelle convenzioni tra Regione e Provincie lombarde si chiarisca bene la questione del personale individuato per attuare i piani di abbattimento. Inoltre, serve un preciso intervento della Regione per quanto riguarda lo stanziamento di risorse che va assolutamente aumentato”.

Infine, il problema legato alla sentenza della Corte costituzionale che ha precluso ai cacciatori abilitati la possibilità di effettuare i piani di abbattimento delle specie animali selvatici, prevista anche dalla Lombardia.

“Se effettivamente i cacciatori abilitati non potessero più partecipare ai piani di abbattimento, saremmo davanti a una vera e propria emergenza. Per questo è urgente un intervento normativo sulla legge nazionale 157/92, per inserire anche la fattispecie ‘cacciatore abilitato’ tra quelle che possono partecipare ai piani di abbattimento. Una modifica normativa che il Parlamento e il Governo devono attuare velocemente e a questo proposito auspico che l’assessore possa interloquire con i soggetti titolati alla verifica e alla modifica del percorso”.

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