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EX CONSORZIO: SPAZI A FAVORE DELLE SCUOLE

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Martedì 12 Gennaio 2021

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"Oggi le scuole soffrono la mancanza di spazi, sia per le attività di educazione fisica sia per le normali attività didattiche, ma, al tempo stesso, emergono anche le necessità di spazi di condivisione per le associazioni e per i giovani: ci troviamo invece di fronte a un progetto che prevede un lieve miglioramento delle aree verdi circostanti, qualche opera legata alla viabilità, un’area cani e poco altro.

È evidente a tutti che le scuole secondarie di primo e secondo grado di Lodi hanno una sempre maggiore necessità di spazi: palestre, aule polifunzionali, sale per lo studio individuale. A soffrire sono soprattutto la succursale dell’ITE “Bassi”, in viale Papa Giovanni XXIII, che deve appoggiarsi alla palestra del Liceo “Gandini”, e il “Cazzulani” di viale Dante, la cui palestra è al momento inagibile.

Pensiamo, però, anche all’IIS “Volta” e agli altri istituti tecnico-professionali della nostra città, che vedono un costante aumento del numero di iscrizioni, rischiando di dover introdurre un numero chiuso. Perché, quindi, non sfruttare lo spazio dell’ex-Consorzio per realizzare un polo scolastico comprendente una palestra, delle aule, dei laboratori, delle sale per il tempo libero e lo studio individuale?

La pandemia, purtroppo, sta portando all’aumento della dispersione scolastica: sono sempre di più gli studenti che interrompono il proprio percorso di formazione, rinunciando a uno dei più fondamentali diritti di ogni giovane cittadino. Le scuole stanno utilizzando ogni singolo metro quadrato per distribuire le classi in sicurezza all’interno degli edifici scolastici. In un’area che supera per estensione i 7.000 metri quadrati si potrebbero creare innumerevoli spazi per gestire al meglio le lezioni, le attività di laboratorio, i rientri pomeridiani e lo studio individuale.

Si potrebbero organizzare, in questi spazi, anche corsi di formazione professionale, per i giovani indirizzati verso le attività pratiche, rispondendo così ad un’importante esigenza formativa.

Nel tardo pomeriggio e alla sera questi spazi potrebbero, infine, venire condivisi dalle realtà associative del territorio, da quelle sportive a quelle artistiche e culturali. L’area ex-Consorzio si trova nelle immediate vicinanze della stazione, del terminal bus e del centro città: la sua posizione la rende un luogo ideale per un polo a servizio degli studenti e delle studentesse di Lodi e del Lodigiano, ma al tempo stesso della città intera: chiediamo alla Giunta 1 comunale di non rinunciare a una progettualità di qualità, che guardi davvero al futuro, che tenda la mano alle nuove generazioni.

«Il sindaco di Lodi e tutti gli assessori, trovino il coraggio di aprire il confronto con le scuole del Lodigiano prima del Consiglio comunale in cui si discuterà la proposta di variante urbanistica sull’ex-Consorzio - dichiara Andrea Poggio, del circolo Legambiente LodiVerde -. Hanno passato quasi due anni a discutere in segreto con l’immobiliare dell’Esselunga e all’interno dei partiti di maggioranza: dedicare qualche settimana a comprendere come dedicare un po’ di attenzione anche alle scuole sarebbe dimostrazione di forza, non debolezza. Dimostrino di essere al servizio della città, e non solo di ideologie o dei poteri forti».

Simonetta Saccardi, del direttivo del circolo Legambiente Lodiverde, spiega in questi termini l’idea: «Perché non pensare, nell’area ex-Consorzio, ad un polo scolastico professionale, con corsi di formazione di tutti i tipi, dal falegname all’elettricista e al giardiniere, per tutti quei giovani che preferiscono sviluppare delle competenze più legate ad attività pratiche piuttosto che di studio? Si tratterebbe di rispondere ad un’importante esigenza formativa, sia in termini di diritto allo studio per tutti che alla domanda di lavoro, approfittando di uno spazio vicino alla stazione ed al centro. In questa zona andrebbero creati anche degli spazi polifunzionali ad uso delle scuole, in orario scolastico e non, per spettacoli, concerti, mostre, sport e gioco, non solo per rispondere alle nuove esigenze di spazio poste dal Covid, ma anche per permettere alle scuole di portare più facilmente verso l’esterno tutto quello che producono, favorendo la rete e la collaborazione anche tra gli istituti stessi».

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