“Dopo che ai volontari è stato ostacolato l’accesso nelle carceri per svolgere attività di carattere educativo, culturale e ricreativo, a causa della circolare che ha stabilito che tutto deve essere autorizzato a livello centrale, continua l’inasprimento delle misure da parte del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria sulla popolazione carceraria: d’ora in poi i detenuti non potranno tenere neanche un frigorifero in cella. Invece di applicare sempre più e sempre meglio i dettami della Costituzione e quindi attuare le leggi per le attività di recupero delle persone e per una vita dignitosa seppure da ristretti, il Dap sta marciando spedito esattamente nella direzione opposta. E i direttori delle carceri lombarde sono molto preoccupati”.
Lo segnala Roberta Vallacchi, consigliera regionale del Pd e componente della Commissione speciale Tutela dei diritti delle persone private della libertà personale e condizioni di vita e di lavoro negli istituti penitenziari.
“Dunque, prima è stata inasprita la burocrazia, adesso non si dà nemmeno la possibilità di avere dei frigoriferi, necessari soprattutto per i periodi più caldi che si dovranno affrontare nei prossimi mesi. Noi più volte in consiglio regionale abbiamo portato atti, come ordini del giorno, in cui chiedevamo di acquistare per le carceri sistemi per la refrigerazione, ad esempio dei ventilatori, in modo da far passare l’estate in maniera dignitosa e in sicurezza per quanto riguarda gli aspetti di igiene e salute delle persone. Abbiamo sempre riconosciuto in maniera bipartisan, anche come Commissione speciale, la necessità che in carcere siano garantite condizioni di vivibilità necessarie anche per chi vi lavora. Oggi, si sta facendo esattamente il contrario e ci si allontana dal dettato costituzionale e dal rispetto delle condizioni dignitose per le persone. Senza contare che una situazione di malessere aumenta le tensioni”, insiste Vallacchi.
“In questo modo, si va verso un’azione securitaria e repressiva che è stata denunciata anche dal Coordinamento nazionale dei dirigenti penitenziari, il quale ha espresso viva preoccupazione nei confronti della bozza del decreto Nordio che riorganizza gli uffici dirigenziali del Dap. Secondo il Coordinamento il testo svuota di senso la figura del direttore quale capo dell’istituto penitenziario e primo garante di equilibri e diritti dentro le carceri. E alcuni direttori lombardi ci hanno già rappresentato la loro preoccupazione per quanto sta accadendo”, aggiunge la consigliera Pd.
“In questi anni il Governo Meloni ha istituito anche il Gio, il Gruppo di intervento operativo della Polizia penitenziaria, reparto specializzato, voluto sempre da Nordio, per sedare eventuali rivolte e composto da agenti altamente addestrati, che opera sotto il diretto controllo del Dap. Indubbiamente azioni come quella in atto di togliere un minimo di sollievo dalle celle non va certo nella direzione di ridurre le tensioni. Sarebbe meglio invece rendere la situazione più vivibile e non rendere necessario l’intervento delle nuove forze speciali”, conclude Vallacchi.
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