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NIENTE SOLDI PER GLI INFERMIERI A DOMICILIO

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Giovedì 21 Maggio 2020

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“Sarebbe molto grave se Regione Lombardia non intendesse pagare l’immenso lavoro svolto dagli infermieri che hanno curato a domicilio i pazienti durante l’emergenza Covid, e su questo chiediamo che si faccia immediata chiarezza.”

A dirlo è la consigliera regionale del Pd Carmela Rozza alla notizia, diffusa da Reuters Italia, della risposta negativa dell’ATS di Bergamo alle richieste di pagamento per il lavoro prestato nei drammatici mesi scorsi da parte di una cooperativa di infermiere che, in convenzione con il servizio sanitario regionale, fanno assistenza domiciliare.

“Quando diciamo che la sanità territoriale in Lombardia ha fallito ci riferiamo anche a casi come questo – spiega Rozza -. Il cortocircuito è presto detto: i pazienti con sintomi chiamavano i numeri verdi e a soccorrerli non era l’ATS, ma spesso infermieri come questi. Ma siccome non venivano fatti tamponi agli assistiti, la spesa degli interventi non è stata messa nel novero di quelli per la cura del Covid, pagata dallo Stato, e la Regione risponde che erano extra budget. Quel che è peggio è che a questi infermieri non viene nemmeno fatto il test sierologico e il tampone, come avevamo chiesto espressamente alla Regione. Hanno fatto i miracoli, sono andati dove non arrivava nessuno e la Regione, invece di ringraziarli, gli dà uno schiaffo. È vergognoso.”

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