“Disporre di dati epidemiologici oncologici completi, aggiornati e omogenei non è un aspetto tecnico, ma una condizione essenziale per orientare le politiche sanitarie, dalla prevenzione alla cura fino alla ricerca”: lo ha dichiarato la consigliera regionale del Pd Roberta Vallacchi che, durante l'ultimo question time in aula consiliare, ha chiesto all’assessore al Welfare lo stato di aggiornamento dei Registri Tumori delle singole ATS e, di conseguenza, il livello di effettiva implementazione del Registro Tumori regionale.
“Nel caso della prevenzione oncologica, uno strumento fondamentale è il Registro Tumori che, attraverso la raccolta sistematica dei dati, consente di monitorare l’incidenza delle diverse tipologie di tumore in una determinata area e popolazione – ha spiegato Vallacchi –. Tali dati permettono di effettuare studi epidemiologici utili a individuare le cause delle patologie e a definire strategie mirate per prevenirle. Attraverso efficaci azioni di prevenzione, molte persone potrebbero evitare di ammalarsi”.
“In risposta al question time, l’assessore ha confermato che il Registro tumori regionale è attivo, ma presenta livelli di aggiornamento differenziati tra le ATS, legati – secondo quanto riferito – ai tempi tecnici necessari per la raccolta e validazione dei dati. La Regione ha fissato come obiettivo l’aggiornamento dei dati al 2020 entro marzo 2026 e il completamento fino al 2022 entro marzo 2027”.
“Si tratta di tempi davvero troppo lunghi e, nonostante gli investimenti regionali e il recente potenziamento del sistema, oggi continuiamo a registrare ritardi significativi – ha spiegato la consigliera -: in alcune ATS i dati risultano fermi addirittura al 2019, con forti disomogeneità territoriali. Questo compromette la possibilità di avere un quadro aggiornato e affidabile e indebolisce l’intero sistema di prevenzione e pianificazione sanitaria”.
“Il punto è che senza dati aggiornati non si riesce a intervenire in modo efficace – ha sottolineato Vallacchi -. E questo si inserisce in un quadro più ampio di criticità: i tempi per intervenire in caso di tumori sono necessariamente stretti, ma oggi troppo spesso non vengono rispettati, soprattutto a causa della carenza di prestazioni e in particolare di esami diagnostici, che queste patologie richiedono in numero elevato”.
“A queste difficoltà si aggiungono problemi nei sistemi informativi, che rallentano ulteriormente la raccolta e l’analisi dei dati. Emblematico è il caso del sistema informativo del CUP di Lodi, più volte bloccato anche a causa dei lavori per il CUP unico, con ricadute concrete sull’accesso alle prestazioni e sulla gestione dei dati”.
“Investire davvero sulla prevenzione significa anche dotarsi di strumenti aggiornati e funzionanti. Oggi, con le tecnologie disponibili, non è accettabile che l’aggiornamento dei dati richieda quattro o cinque anni – ha concluso Vallacchi –. Il Registro tumori deve diventare uno strumento tempestivo e pienamente operativo, perché solo così è possibile comprendere l’andamento delle patologie, intervenire sulle cause e migliorare la qualità della vita dei cittadini”.
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