"La relazione della Commissione d’inchiesta sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro rappresenta un contributo serio e condiviso per migliorare le politiche di prevenzione. Proprio per questo, la bocciatura del nostro ordine del giorno è una scelta che va nella direzione opposta rispetto alle indicazioni emerse dal lavoro della Commissione”. Così Roberta Vallacchi, consigliera regionale del Partito Democratico e prima firmataria dell’ordine del giorno presentato oggi in aula durante la discussione della relazione conclusiva della Commissione regionale di inchiesta sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in Lombardia e concernente la ricostituzione delle ASL, la sicurezza sui luoghi di lavoro e il personale.
“Il nostro ordine del giorno – sottolinea Vallacchi – chiedeva di rafforzare in modo strutturale i servizi di prevenzione e il personale dedicato, trasformando le analisi della Commissione in interventi concreti. È incomprensibile che si sostenga l’importanza della sicurezza sul lavoro e poi non si approvino gli strumenti che vanno esattamente in quella direzione”.
Il documento, nello specifico, accoglie il grido di allarme dei sindacati contro l’esternalizzazione delle attività di vigilanza. “I bandi per professionisti esterni non rafforzano in modo stabile il sistema pubblico, creano disparità e aprono potenziali conflitti di interesse – sottolinea la consigliera – La prevenzione è una funzione centrale dello Stato e deve poggiare su personale pubblico qualificato”.
“Parliamo di un tema – ricorda la consigliera nel suo intervento - che nella nostra regione riguarda oltre 90 mila infortuni ogni anno e, solo nel 2025, 164 morti sul lavoro. Si tratta di numeri enormi, quando invece l’obiettivo dovrebbe essere quello degli infortuni zero e il principale strumento per raggiungerlo quello della prevenzione”.
Vallacchi sottolinea inoltre il problema della carenza strutturale di personale nei servizi di prevenzione: “Negli anni la riorganizzazione sanitaria ha portato a una riduzione dei dipartimenti e delle risorse dedicate. Oggi i servizi PSAL (Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) operano con organici insufficienti rispetto al fabbisogno reale, con difficoltà a garantire controlli adeguati”.
“Questa relazione deve rappresentare solo un primo passo – aggiunge l’esponente dem - Con il nostro ordine del giorno chiedevamo assunzioni stabili, una riorganizzazione in grado di rimettere al centro la prevenzione e maggiori investimenti nell’educazione alla sicurezza. Se diciamo che la prevenzione è una priorità, dobbiamo dimostrarlo con scelte coerenti”.
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