Valorizzazione dell’esperienza turistica personalizzata, il rafforzamento della governance multilivello, l’innalzamento delle competenze professionali degli operatori, l’innovazione digitale supportata dall’intelligenza artificiale e la costruzione di un nuovo racconto coordinato dell’identità lombarda.
Questi alcuni dei pilastri che caratterizzano il Piano per lo sviluppo del Turismo e dell’Attrattività 2026-2028, approvato in Consiglio regionale. Il documento strategico definisce le politiche regionali per il settore nei prossimi tre anni.
Solo un libro dei sogni. Necessarie politiche mirate a rendere più attrattivi i territori meno noti. Ad affermarlo è la consigliera regionale del Pd Roberta Vallacchi a seguito dell’approvazione in aula, del “Piano per lo sviluppo del Turismo 2026-2028”.
“Il Piano approvato oggi - commenta Vallacchi- è solo un libro dei sogni. E’ pieno di buoni proposito, peraltro già enunciati più volte anche dalla precedente assessora al Turismo, Barbara Mazzali, e mai concretizzati. Regione Lombardia per il turismo fa veramente poco e se il settore va bene non è certo merito della giunta. La prova è che l’alto numero di presenze si registra nei territori attrattivi per tradizione che crescono senza bisogno di altri sostegni. La Regione non ha fatto invece nulla per valorizzare le aree meno attrattive della regione. Già nel luglio 2024 avevamo presentato un ordine del giorno, approvato dall’aula, che impegnava la Giunta a implementare un servizio di progettazione e promozione del turismo diffuso nei territori in collaborazione con i Comuni capoluogo per incentivare il turismo anche nei centri minori, attraverso la valorizzazione degli itinerari di turismo lento e sostenibile, dei cammini, delle vie d’acqua, dei beni artistici. Ma non è stato fatto nulla”.
I dati dell’Osservatorio regionale del Turismo del 2025 evidenziano che le presenze nelle aree di pianura sono nettamente inferiori a quelle delle province luoghi tradizionali di vacanza, come montagne, laghi, o località con un ricco patrimonio storico e culturale. Nella provincia di Pavia le presenze sono state 646 mila, in quella di Lodi 169 mila, in quella di Cremona 521 mila e in quella di Mantova 838 mila, di molto inferiori ai numeri delle province di Varese (3 milioni), Lecco (un milione e mezzo), Monza e Brianza (più di un milione), Brescia (12 milioni e mezzo), Como (5 milioni), Sondrio (4 milioni), Bergamo (3 milioni), per non parlare della Città Metropolitana milanese che ha quasi 23 milioni di presenze.
“Anche quest’anno - sottolinea Vallacchi- abbiamo presentato un ordine del giorno, bocciato dalla maggioranza, con cui chiedevamo proprio di valorizzare le province con bassi numeri di presenza turistica, innanzitutto garantendo un’offerta accessibile a tutte le fasce economiche, con particolare attenzione per le famiglie con figli piccoli e adolescenti e per i giovani, un’ offerta inclusiva, con l’eliminazione di ogni tipo di barriera, fisica, sensoriale, cognitiva e culturale, ma la maggioranza ancora una volta non ci ha ascoltato”.
L’ordine del giorno proponeva, inoltre, un Piano regionale per la sostenibilità ambientale del settore, con misure dirette ad aumentare il numero delle strutture ricettive che operano con criteri di ecoefficienza e riduzione dell'impatto ambientale. Alla giunta si chiedeva, inoltre, l’impegno a mettere a punto misure specifiche per favorire la nascita di start up innovative e misure di sostegno per le imprese giovanili e femminili, che nei servizi di alloggio e ristorazione costituiscono il 27,3% del totale, potenziare il trasporto pubblico locale, i percorsi ciclopedonali e prevedere agevolazioni per il trasporto ferroviario diretto verso le località turistiche meno note. Da prevedere, infine, percorsi di formazione specifici che rispondano alla domanda delle diverse professionalità.
“La maggioranza- conclude Vallacchi- al di là delle belle parole continua a non assumere alcun impegno per lo sviluppo dei territori più periferici della nostra regione”.
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